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MEDICINA E CHIRURGIA Quaderni delle Conferenze Permanenti delle Facoltà di Me Presentazione, i Frati, Ricordo di Carlo Zanussi, esare Scand Conferenza Permanente dei Pr R o iatria e P.D., Manifesto di intenti, Indagine nazionale sull'insegnamento delle cure primarie nel Corso di Laurea in MEDICINA E CHIRURGIA Luciano Vettore, Pietro Gal o, Massimo Casacchia, Fabrizio Medicina e Chirurgia, Italo Vantini, Alfredo Carducci, Carlo Della Rocca, Andrea Lenzi Consorti, Carlo Del a Rocca, Giuseppe Familiari, Carlo Maganza, Carlo Adolfo Porro, Oliviero Riggio, Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia svolto in lingua inglese, Gilda Caruso, Domenico Gianluca Vago, Rosa Valanzano, Italo Vantini ed altri componenti del a Commissione per l'innovazione Quaderni delle Conferenze Permanenti pedagogica del a CPPCDLMMCh Facoltà di Medicina e Chirurgia La formazione dei tutori per le attività didattiche professionalizzanti, Luciano Vettore Giuseppe Familiari, Vincenzo Ziparo, delle Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Politecnica delle Marche In tema di spiritualità della Medicina. Brevi riflessioni ed una proposta, Giuseppe Familiari, Rosemarie Heyn, Michela Relucenti, Luciano De Biase, Pietro Gal o, Luigi Frati 60020 Torrette di Ancona Giuseppe Midiri, Luciano De Biase, Paolo Marchetti, Pietro Gallo Tel. 071 2206101 - Telefax 071 2206103 Sonia Visioli, Lucia Zannini, Direttore Editoriale, Luigi Frati Massimo Roncal i, Gianluca Vago Modelli di gestione dei laboratori professionalizzanti, Alvisa Palese, Luisa Saiani Amministrazione e stampa, Errebi Grafiche Ripesi Falconara Comitato Editoriale Segretaria di Redazione, Daniela Pianosi a cura di Fabio Naro, Eugenio Gaudio, Amos Casti, Luisa Saiani Andrea Lenzi, Gennaro Marino, Aldo Pinchera, Direttore Responsabile, Giovanni Danieli Giuliano Pizzini, Antonella Polimeni, Paolo De Angelis, Sergio Stefoni Luisa Saiani, Eugenio Gaudio Il consenso informato quale parte integrante del a prestazione sanitaria, Natale Cal ipari Selezione dei migliori medici, i pVairtio D'Andrea, Kyriacos A. Kyriacou Semeiotica Medica e Metodologia Clinica, P Anatomia clinica di Netter, di Franco Dammacco, Giovanni Danieli, Giuseppe Realdi


Nel Trecento, con il sorgere e lo svilupparsi delle Università, nacquero anche l'esigenza e la tradizione di conservare e tramandare la memoria dei grandi Maestri, che avevano illuminato la sede universitaria, conservandone le spoglie in tombe di elevata qualità artistica e nelle quali più spesso la figura del Dottore, circondato dai propri Allievi, appariva nell'atto di insegnare. Alcuni pregevoli esemplari dell'architettura e della scultura accademica sono custoditi nel Museo Civico Medievale di Bologna; tra questi, riportato in copertina, il Monumento funebre di Giovanni da Legnano (m. 1383), opera dello scultore vene-ziano Pier Paolo dalle Masegne, che operò a Bologna negli ultimi anni del XIV secolo. Le illustrazioni riprodotte nell'interno sono invece tratte dall'opera Pedanii Dioscoridis de Materia medica Libri sex (1544, collezione Prof. Italo D'Angelo, Ancona) spesso indi-cata come Commentarii a Dioscoride, di Pierandrea Mattioli, Medico e Naturalista (Siena 1500 - Trento 1577) che riunì e coordinò tutte le conoscenze di botanica medica del suo tempo, descrivendo cento nuove specie di piante.
Finito di stampare il 30 Aprile 2010 per i tipi della Errebi Grafiche Ripesi in Falconara - Ancona Luigi Frati, Giovanni Danieli Carlo Zanussi non è più tra noi; apriamo il fascicolo ricordando questa straordinaria figura di Clinico e di Proseguendo nella lodevole iniziativa intrapresa dalla Conferenza dei Presidenti di Medicina e Chirurgia, anche la Conferenza Per manente di Odontoiatria e Pr otesi Dentaria, per voce del suo Presid ente, MarcoFerrari, ha espresso il proprio Manifesto di Intenti, un insieme di linee programmatiche da perseguire perun triennio; questo significa navigar e non "a vista" ma saper e con certezza dove si vuole arrivar e; saràinteressante fra tre anni confrontare gli intenti con i risultati ottenuti.
Lentamente ma pr ogressivamente anche nel nostro Paese si va aff ermando il concetto che la for mazione del medico nelle nostre facoltà, così come avviene in Europa, debba prevedere un momento formativo anchenella Medicina generale o delle cure primarie. I tempi ed i modi di realizzazione, così come lo spessore dellasperimentazione, variano da sede a sede, in una eterogeneità di comportamenti al limite della confusione.
Per questo motivo la Confer enza dei Pr esidenti dei Co rsi di Laur ea in Medicina e Chirurgia, attraverso ungruppo di studio coordinato da Italo Vantini, ha promosso una ricerca per conoscere lo stato di realizzazio- ne dell'insegnamento della Medicina generale in Italia. I risultati ottenuti da questa importante inchiesta per mettono di identificare , attraverso la valutazione dell'esistente, alcuni principi essenziali per dise- gnare un percorso formativo efficiente ed omogeneo.
È al debutto anche l'istituzione di Corsi di Laur Chirurgia in lingua inglese; l'iniziativa ha avuto quest'anno una sua piena realizzazione nell'Università di Pavia ma altr e sedi sono allinea - te per partire con il nuovo anno accademico. I vantaggi dell'operazio- ne, come evidenziato dall'ottimo lavor o svolto dal gruppo di studio coordinato da Gilda Caruso, vanno dal prestigio che acquisisce la sede universitaria al vantaggio "ecologico" che avrebbero i laureati eserci- tando in paesi stranieri. Le difficoltà sono rappr esentate, a parte ed innanzitutto dalla mancanza di risorse disponibili, dal fatto che il corpo infermieristico e l'ambiente ospedaliero sono e r esteranno "italiani", perdendosi il requisito della full immersion.
Deve essere stato Plutar co, nell'antichità, ad aff ermare che "i gio- vani non sono vasi da riempir e ma fiaccole da accender e"; a questo principio si ispira senza dubbio la figura del moder piuttosto che mettere dentro, tira fuori dallo Studente il suo sapere, un majeuta quindi che Luciano Vettore ha magistralmente descritto sottolinean- done le caratteristiche essenziali ma segnalando anche l'esiguità del personale dedicato; da qui l'invito ai Pr esidi ad aff rontare con deci- sione il problema.
Medicina è prassi basata sul metodo scientifico e sui valori umani, la tecnica non è sufficiente, è necessaria l'empatia. Sul concetto di "spiritualità" in Medicina si sofferma Giuseppe Familiari, che con i suoi collaboratori sostiene la tesi che una formazione continua dal primo al sesto anno nelle Scienze Umane, peraltro già in atto in alcune sedi (Milano, Roma, Ancona) sia necessaria per for nire al futuro medico quella cultura umanistica che sarà componente essen- ziale ed efficace della sua pr ofessione.
La didattica pratica nei Corsi di Laur ea delle Pr ofessioni Sanitarie, le esercitazioni di un tempo, hanno avuto nel r ecente Decreto Interministeriale 19/2/2009 pieno riconoscimento trami- te l'istituzione dei Laboratori pr ofessionali a cui vengono riserva - ti tre crediti. Finalità di questi laboratori è permettere agli Studenti di acquisire le abilità manuali, gestuali e relazionali; si affiancano Med. Chir. 48, 2075-2076, 2010 alla didattica frontale e precedono il Tirocinio o Attività For mativa Professionalizzante, nei quali lo Studenteapplica sul campo quanto ha acquisito nei due momenti pr ecedenti. In questo numero Alvisa Palese e LuisaSaiani, a nome della Conferenza Per manente delle Professioni Sanitarie, pr esentano il pr ogetto di un Laboratorio professionalizzante, perfettamente articolato in tutte le sue componenti, valutato negli aspetti posi-tivi e in quelli negativi, che può costituir e modello nazionale di riferimento. Si auspica che la Confer enza deiPresidi esamini con molta attenzione questo pr ogetto, così come quelli prima riferiti dell'insegnamento diMedicina generale, della tutorship e della "spiritualità" in Medicina perché la sua condivisione è premessa ine-ludibile per ogni concreta realizzazione.
Parte da questo numero la collaborazione con i Segretari del CUN e delle Conferenze Permanenti con l'o- biettivo di presentare a tutti i Docenti periodicamente le attività di queste Istituzioni. In questo numero FabioNaro presenta una sintesi delle grandi iniziative intrapr ese dal CUN sotto la guida di Andr ea Lenzi ed AmosCasti il rendiconto dei progetti in corso di realizzazione da parte della Confer enza Permanente di Medicinae Chirurgia. Seguono poi due mozioni di grande inter esse, quella della Confer enza dei Presidi relativa alleScuole di Specializzazione, presentata da Eugenio Gaudio, e quella della Conferenza Per manente delleProfessioni Sanitarie, pr esentata da Luisa Saiani, relativa all'applicazione in questi Corsi di Laur ea del D.M270/04. Anche quest'ultimo documento, che contiene concrete ed incisive proposte, deve essere attentamen-te valutato dai Presidi e auspicabilmente sostenuto nella sua applicazione nazionale.
Chiudiamo il fascicolo con due rubriche, quella delle Lettere, che ospita contributi di Docenti estranei alle Conferenze, la cui conoscenza merita comunque di essere diffusa e quello dei Libri aperto alla collaborazio-ne di tutti i Docenti e che ha la finalità di presentare esclusivamente opere di sicuro valore didattico. Degnodi attenzione, nelle Letter e, lo scritto dell'A vvocato Natale Callipari sul consenso informato, un ar gomentoche merita riflessione e dibattito nei nostri Corsi di Laur ea. Una considerazione finale: sfogliando questo fascicolo, così ricco di idee di proposte e di progetti che da una singola sede si diffondono in tutte le Facoltà, non si può non constatare come il nostro Bollettino rispon-da pienamente alle sue finalità di informazione e comunicazione tra i Docenti, rappresentando uno strumen-to indispensabile per chè tutti possano partecipare al dibattito sul rinnovamento didattico. Da qui la caldaraccomandazione a tutte le Facoltà di sostenere economicamente la rivista, anche in questi momenti di ristret-tezza economica.
Med. Chir. 48, 2075-2076, 2010 Ricordo di Carlo Zanussi
Si definiva un "frugoniano" e l'appartenenza alla scuola pr estigiosa di quel grande clinico che fuCesare Frugoni gli derivava da una prima esperienzauniversitaria vissuta a Modena al seguito di un altr ogrande clinico, il Pr of. Mario Coppo. Certamente daquesti Maestri e successivamente da Guido Melli,presso cui continuò la propria formazione a Milano,gli derivarono la grande passione per la medicina ela completa adesione al metodo clinico.
Lo sorreggeva un'intelligenza eccezionale che gli consentiva di trovare la soluzione migliore per ogniproblema, non solo clinico, ma anche sociale, eco -nomico, politico ed una grande cultura, medica manon solo, perché i suoi interessi spaziavano verso lelettere, l'arte, le altre scienze.
È stato un grande personaggio, dotato di incisivo carisma: in un epoca in cui i grandi clinici medicinon scarseggiavano certo in Italia, da Bonomo a Baria Balsano a Roma, Condor elli a Napoli, Polli nellastessa Milano per citar e i primi che mi vengono allamemoria, emerse per la sua personalità poliedrica dimedico e nel contempo di appassionato ricercatore.
Certo era un uomo di poter e, muoveva uomini e cose, ma di un poter e "edificante; rappr esentava ilpotere nei suoi aspetti positivi e se ne servì percostruire una grande Clinica Medica – Milano,Policlinico, Padiglione Granelli - punto di riferimen -to nazionale per la Medicin a Interna e per la Immunologia clinica, e per form are uomini di valo -re, Mor oni, Rugarli, Inver nizzi, Del Giacco, Scorza,Meroni, Ortolani, Sabbatini, tanti altri che hannocontinuato e continuano a diffondere cultura e amore per la ricerca.
Fu Presidente della Società Italiana di Immunologia e di Immunopatologia dal 1986 al1990, succedendo a Bonomo e precedendolo nel muovere l a ricerca scientifica in questo ambito; fu suo secondo mandato, e chi scrive ebbe il privilegio anche l'epoca della fondamentale collaborazione di esser e il suo Segretario; fu un momento d'or o con il National Institute of Aller gy and Infectious dell'Immunologia clinica, dell'Immunologia, in Diseases di Bethesda, all'epoca diretto da Tony Fauci quanto scienza trasversale, degli Internisti, prima che che era suo grande amico e spesso ospite in Italia.
si frammentasse in più specializzazioni; erano i Amava le Mar che e a Sirolo possedeva un appar - tempi (che non sono certo finiti) di Aldo Pinchera e tamento in una casa che sovrasta il bor go antico e Franco Dammacco, di Lor enzo Mor etta e Sergio gode di una splendida vista sul mar e, che qui è blu Romagnani, di Raffaella Scorza, che era la sua pupil- e racconta di leggende doriche.
la, e di Sergio Del Giacco, di Manlio Ferrarini e di Fu anche un gourmet straordinario ed amico, da Angelo Carbonara, di Fer nando Aiuti e Felice buon friuliano, del vino della sua terra; prediligeva i Salsano, di Giorgio Tonietti e Ma rio Doria e di tanti bianchi e tra questi il sauvignon di schioppetto, dice- altri che si riconoscevano in lui.
va che era il miglior e e mal capitava al ristorator e Sotto la guida del suo Presidente, la Società ebbe che ne fosse sprovvisto.
un grande impulso, raddoppiò il numero degli iscrit- Faceva cenacolo: al centr o della tavola e tra una ti, vennero organizzati numerosi Congressi tra cui il portata e l'altra, tra un piatto e l'altro, distribuiva 9° European Immunology Meeting, si diede vita ad scienza, saggezza, ilarità, gusto della vita.
un Bollettino che per oltre venti anni fu strumento dicomunicazione e informazione fra gli Immunologi, si Addio, car o e grande Amico, ti dobbiamo molto, istituirono le Sezioni regionali che, in tempi di gran- anche parte di quello che siamo.
de espansione delle conoscenze Immunologichefurono essenziali per divulgar e conoscenze e pr o- Med. Chir. 48, 2077, 2010 Conferenza Permanente dei Presidenti dei CLM
in Odontoiatria e P.D. Manifesto di intenti

Marco Ferrari (Presidente) Il Manifesto di Intenti della Conferenza dei Presidenti e fattiva collaborazione nella preparazione del di Corso di Laurea Magistrale di Odontoiatria e Pr otesi curricula del corso di laurea in Odontoiatria e Pr otesi Dentaria per il triennio 2009-2012 vuole sintetizzare gli obiettivi possibili da realizzare. Questi obiettivi sono i risultati della dialettica interna 5. Collaborazione con le altr e Istituzioni alla Conferenza stessa e di quella con altre istituzioni La Conferenza ha necessità di una continua pr esenza nelle riunioni ove si parli e si discuta di odontoiatria;quindi si vogliono creare contatti stretti e continui con I titoli dei progetti Ministeri, Confer enza dei Presidi di Medicina eChirurgia, Conferenza dei Presidenti di Corso di laurea 1. Programmazione del numer o annuo di studenti di Magistrale in Medicina e Chirur gia, CAO, Associazioni sindacali del settore, etc.
Molto sono le sedi che si sentono penalizzate per ilnumero di studenti ammessi all'a.a. 2009-10. Inoltre 6. Inter faciarsi con le r ealtà della Sanità delle singole per molte sedi non sono stati applicati i parametri rela- regioni per ottener e un'adeguata collocazione dell'o- tivi al numero dei riuniti, così come non è stato tenu - to conto del numero dei docenti presenti nella sede. Questo aspetto può rappresentare una plusvalenza per La rielaborazione del numero degli accessi dovrebbe il Sistema Sanitario Nazionale; comunque si sa bene passare attraverso l' autocertificazione, già ampiamen- come tra le nostre regioni vi siano differenze "compor- te raccolta, delle singole sedi che si sono impegnate a tamentali" importanti nei Sistemi Sanitari Regionali. Ci dare "numeri" sostenibili e verificabili. si dovrà calare nelle singole realtà regionali, lavorandocon gruppi di sedi universitarie della stessa regione, 2. Programma "in site visits" aiutandole a coordinarsi ed ad interagire con i vari Attraverso l'autocertificazione delle singole sedi, si è Assessorati alla sanità. completata la prima fase del ‘Programma in site visits'.
Questo pr ogramma basato sulla "volontarietà" ed 7. Progetto di internazionalizzazione approvato all'unanimità dalla Conferenza, vuole Mettere a punto iniziative che permettano una pr oie- implementare l'attività di valutazione e di accr edita- zione internazionale della Conferenza, con particolare mento identificando le eccellenze e creandone una riferimento all'interazione con l'Unione Europea anche mappa anche al fine della formazione dei docenti e attraverso una costante presenza e collaborazione con delle sedi. Sono già state pr ogrammate dieci site visits l'ADEE, implementando l'inter nazionalizzazione del nei primi nove mesi dell'anno, ed il pr ogramma si nostro corso formativo e magari anche pr ogettando completerà in un triennio. per il prossimo futuro corsi di laurea in lingua inglese.
3. Implementazione su scala nazionale del nuovo 8. Rapporti con le associazioni studentesche di ar corso di laurea a sei anni Si deve tener pr esente che il numer o programmato Si vuole collaborare con le associazioni studentesche impone che i nostri studenti lavorino almeno dal 5 ° così da poter recepire i loro bisogni didattici, e svilup- anno (ma già nel corso a cinque anni) come primi pare iniziative per far emergere possibili "vocazioni operatori alla poltr ona; alcune sedi hanno già imple - alla ricerca" e creare vasi comunicanti con attività for - mentato questi per corsi; quindi dove necessario la mative post-laurea, sia a livello di Scuole di Conferenza dovrà stimolare ed aiutare le singole sedi Specializzazione, sia di Scuole di Dottorato sia di ad ottemperare a questa necessità didattica.
4. Collaborazione con la Giunta didattica per la stesu- Questo pr ogramma del Manifesto vuole sviluppare i ra dei core curricula ed il loro inserimento nell'attività progetti sopra esposti relativi a qualità, valutazione, teorico-pratica del nostro piano di studi innovazione, eccellenza in una visione idonea a r en- La collaborazione con la Giunta didattica ed eventuali dere importante e profonda l'azione della Conferenza, altre commissioni del Collegio dei Docenti di migliorando i rapporti con le Istituzioni, ed ad incr e- Odontoiatria che lavorino su argomenti comuni, mentare il suo ruolo nazionale ed internazionale così dovranno trovare la Conferenza sempre disponibile a da accrescere la qualità dell'Odontoiatra prodotto dai dare il proprio contributo così da istaurare una stretta nostri Corsi di laurea. Med. Chir. 48, 2078, 2010 Conferenza Permanente dei Presidenti dei CLM in Medicina e Chirur gia Indagine nazionale sull'insegnamento delle cure
primarie nel Corso di Laur ea in Medicina e Chirurgia
Italo Vantini (Verona), Alfredo Carducci (Messina), Carlo Della Rocca (Roma, La Sapienza), Andrea Lenzi (Roma, La Sapienza) La formazione dello studente in medicina prevede in compilatore (ad esempio documenti del Corso di molti paesi insegnamento ed esperienze nell'ambito Laurea, schemi organizzativi, elenco di obiettivi didatti- delle cure primarie. In alcuni contesti ciò costituisce ci, modelli di convenzioni, etc).
una componente rilevante del pr ocesso for mativo, ed I quesiti sono pertinenti ad aspetti: appare o rmai consolidato il suo peso nell'educazione medica primaria. • relativi alla stipula di convenzioni ed ai soggetti della Nel nostro Paese sono già presenti ed operanti alcu - ne importanti esperienze e sperimentazioni in questo • di tipologia di personale docente/tutor universitario e campo. Inoltre, il nuovo ordinamento del Corso di non universitario (es. medici di medicina generale, pedia- Laurea ma gistrale in medicina e chirur tri di libera scelta, personale medico dei distretti, etc.); espressamente che le cure primarie, ed il loro contesto, • le modalità di inserimento e all'inter no del curricu- costituiscano una delle componenti non rinunciabili del lum di queste attività (Corsi integrati, settori scientifico- processo formativo. disciplinari, denominazione dei corsi, collocazione nel La Conferenza Permanente dei Presidenti di Corso di percorso formativo dello studente, etc.); Laurea in Medicina e Chirur gia ha chiaramente e ripe - • organizzazione e tipologia delle attività didattiche; tutamente espr esso il pr oprio inter esse e dimostrata • modalità e criteri di nomina e r eclutamento del per - particolare sensibilità nei confronti di questo specifico sonale docente/tutor non universitario; aspetto della for mazione del laur eato in medicina. Ha • strumenti di riconoscimento/remunerazione per il ritenuto di pr omuoverla anche attraverso un'indagine personale non universitario coinvolto nelle attività nazionale sull'insegnamento della primary care, con lo scopo di far e il punto sullo stato attuale dell'insegna - • compiti didattici assegnati al personale non universitario, mento e delle esperienze che sono state finora realizza- • obiettivi didattici; te nei Corsi di Laur ea in Medicina e Chirur gia. Nel • tipologia, metodi e strumenti di apprendimento/inse- momento dell'attivazione del Nuovo Ordinamento (ex DM 270/04), a partire dall'anno accademico 2009/10, si • la o le sedi ove viene svolta l'attività didattica pratica; è quindi voluto rilevare quale sia lo stato di realizzazio- • le modalità di valutazione; ne nel piano didattico e dell'organizzazione e pianifica- • le motivazioni, l'impegno, il gradimento per le attivi - zione dell' insegnamento/apprendimento, e soprattutto tà svolte dai docenti/tutor; delle attività di didattica pratica nell'ambito della • il giudizio dei discenti sulle varie tipologie di attività Medicina Generale e delle Cure Primarie.
didattica svolta; • le criticità incontrate; • il giudizio sulle esperienze finora realizzate; L'indagine, condotta tra il novembr • lo stato di avanzamento dell'attivazione della didatti - marzo 2010, è stata indirizzata a tutti i 45 Corsi di ca relativa alle cure primarie con il nuovo ordinamento Laurea in Medicina (CLM), dei quali 44 (97.8%) hanno (DM 270/04).
Il questionario propone 63 domande a risposta singo- Il questionario è stato strutturato in due parti. 1- la la o multipla, 23 riquadri per annotazioni, commenti od prima parte riguarda ciò che è già stato r ealizzato e/o inserimento di tabelle, documenti e dati da parte del ciò che storicamente è già attivo con il "vecchio" ordi - namento, 2- nella seconda parte è riportato quanto è previsto con il nuovo ordinamento, sia pur e in varie fasi di realizzazione. Il questionario quindi pr evede, per i dati relativi al nuovo ordinamento, diverse possibilità, consentendo di essere reimpiegato anche in futuro per verificare la rea- lizzazione dell'insegnamento nell'ambito delle cure pri- marie (Tab. 2).
Tab. 2 - Stato di realizzazione dell'insegnamento di cure pri- Tab. 1 - Corsi di Laur ea che hanno partecipato all'inchiesta. marie con il nuovo ordinamento (DM 270/04). Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Italo Vantini et Al. Stato di attivazione dell'insegnamento di cur
attivazione dell'ordinamento stesso (Tab. 4).
Lo stato di avanzamento della realizzazione appare in Complessivamente, una quota maggioritaria di CLM realtà un po' più complesso ed articolato di quanto (33/44: 75%) ha già attivato anche in passato una qual- possa apparire dalla tabella. che for ma di insegnamento/apprendimento nelle cure Alcuni aspetti dell'organizzazione risultano pianificati primarie o – comunque – ha fruito di strutture e di pro- o p rogrammati, mentre altri – nel medesimo CLM - fessionalità presenti nel territorio, in particolare della attendono ancora di esser e organizzati. Analogamente, Medicina Generale (Tab. 3) anche presso sedi nella quali le attività sono da consi - La maggior parte dei CLM ha quindi inserito form al- derarsi realizzate, alcuni aspetti, come ad esempio mente nel proprio Piano didattico un'attività di primary quello della valutazione, non possono ancora concre - care o comunque sul territorio, rendendola obbligato- tizzarsi in quanto il nuovo ordinamento è stato attivato ria –per il momento- in 29/44 CLM (65.9%), mentre essa da meno di un anno. rimane elettiva in 8 (18.2%) e non inserita formalmente Emerge pertanto una situazione diversificata ed in nel piano didattico in 5 atenei (13.6%). evoluzione. È prevedibile che nella maggior parte dei Complessivamente, lo stato di realizzazione delle atti- CLM, dove non è stata ancora programmata un'attività vità di primary care con il nuovo ordinamento (a par - didattica di primary care, essa lo diventi a breve, anche tire dall'anno accademico 2009/10 da tutti i CLM salvo considerando il fatto che in numerosi di essi esiste già uno, ed attivato in modo non uniforme tra i vari Atenei) una buona esperienza storica in pr oposito. appare decisamente dif forme, per questioni inerenti aspetti organizzativi, di risorse, di pregressa esperienza Organizzazione ed obbiettivi didattici
o meno, ma anche di diff erenti modalità e cadenze di I CLM nei quali si si a storicamente concretizzata una attività elettiva Modena- Reggio E.
Napoli II Caserta Roma sapienza II Fac.
Politecnico delle Marche Piemonte Orientale Milano San RaffaeleNapoli SUNRoma Sapienza I FacRoma Sapienza II FacRoma CattolicaTorino S. LuigiUdine Piemonte Orientale Roma Sapienza II Fac.
Milano BicoccaMilano San RaffaeleModena-Reggio E.
Napoli II CasertaNapoli SUNParmaPisaRoma CampusRoma CattolicaRoma Sapienza ERoma Tor VergataTorino S. LuigiUdineVerona Tab. 3 - Stato di attivazione dell'insegnamento/appr endimento nell'ambito delle cur e primarie con il vecchio or dinamento econ il nuovo ordinamento (ex DM 270/04) nei vari Atenei. Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Insegnamento delle cure primarie Napoli II Caserta Piemonte Orientale Milano San Raffaele Politecnico delle Marche Modena-Reggio E.
Roma Sapienza II Fac. Tab. 4 - Stato di r ealizzazione delle attività formative di primary care con il nuovo ordinamento (ex DM 270/04). sostanziosa attività for mativa, anche di tipo pratico sul colazioni differenti tra le sedi) che prevede la combina- territorio, in particolare nell'ambito della Medicina zione di un limitato gruppo di lezioni frontali e/o semi- Generale, documentata da una dettagliata organizzazio- nari ad hoc (tenuti da personale universitario e da ne logistica, e da obiettivi didattici ben descritti ed Medici di Medicina Generale) nell'ambito di svariati esaustivi, costituiscono una quota in realtà minoritaria Corsi Integrati e da una parte maggioritaria, mediamen- dei corsi di laurea. te della durata di 7-15 giorni, di frequenza presso strut- Il questionario rende maggiormente trasparenti diver- ture territoriali, per lo più l'ambulatorio del medico di sità qualitative e quantitative di esperienze pr egresse medicina generale. nell'ambito delle cure primarie e della medicina del ter- In 8 CLM è pr evista una dif ferenziazione dell'attività ritorio, attraverso ben visibili diff erenze nella capacità formativa, spalmata su più anni di corso e cadenzata da di produrre un'esauriente ed articolata documentazione obiettivi ed esperienze diversificate. In 4 CLM nei quali sia organizzativa che didattica (Tab. 5).
questa attività didattica è obbligatoria per tutti gli stu - Nonostante l'elevata per centuale di CLM che hanno denti (Modena-Reggio, Milano Bicocca, Roma Sapienza realizzato un qualche tipo di esperienza di insegnamen- II Facoltà, V erona) è pr evisto anche un early clinical to nelle cure primarie, la documentazione di una strut - contact, entro i primi due-tre anni di corso.
turazione concreta di un disegno didattico-formativo In linea generale, nei primi tre anni di corso gli obiet- articolato sembra riguardare una quota meno consisten- tivi sono dedicati soprattutto a relazioni, alla comunica- te di Corsi di laur ea. zione, all'approccio bio-psico-sociale alla salute ed alla Una migliore descrizione dell'organizzazione didatti- sofferenza, alla consapevolezza della rilevanza del con- ca, degli obiettivi formativi e complessivamente dell'in- testo entr o cui medico e medicina agiscono. La parte tero progetto formativo-educativo rappresenta un con - più avanzata, al 4 ° e soprattutto nel 5 °-6° anno, trova creto ed importante obiettivo da perseguire in un pros- obiettivi di appr ofondimento della realtà medica nel territorio e nei bisogni di salute più specifici, del venta- L'organizzazione predominante è data da un model - glio di opportunità di intervento nel territorio e a domi- lo piuttosto comune (anche se con complessità ed arti - cilio, del ruolo dei vari nodi della r ete assistenziale, Organizzazione didattica CLM che hanno prodotto CLM che hanno prodotto CLM che hanno fornito dati documentazione di organizzativa schematica complessa e molto attività didattiche articolata delle attività Bari Modena-Reggio E.
Milano San Raffaele Torino San Luigi Gonzaga PerugiaSienaRoma Sapienza II FacRoma Tor VergataVerona Obiettivi didattici CLM che hanno prodotto CLM che hanno prodotto CLM che hanno elencato documentazione di obiettivi documentazione più genericamente degli obiettivi didattici specifici ed schematica, ma dettagliata, di obiettivi didattici Napoli Federico II Modena-Reggio E. Roma Sapienza II Facoltà Torino San Luigi Gonzaga Tab. 5 - CLM che hanno for malizzato, in misura variabile, l'or ganizzazione dell'insegnamento/appr endimento nelle cur eprimarie ed i relativi obiettivi didattici. Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Italo Vantini et Al. della prevenzione, della continuità delle cure di libera scelta. anche l'acquisizione o l'affinamento di abilità cliniche e A queste sedi corrispondono spec ifiche professiona- lità che sono coinvolte nelle attività for mative (Fig. 2).
Gli obiettivi didattici, elencati nella Tab. 6 come som - matoria di quelli globalmente dichiarati dai vari CLM, riguardano numerosi aspetti dell'educazione medica, da quelli professionali a quelli relazionali, dallo sviluppo di abilità tecniche a quelle relazionali, dalla conoscenza di contesti diversificati alla continuità delle cure, dall'acqui - sizione di differenti concetti di salute e di malattia all'or - ganizzazione dell'assistenza territoriale, etc.
Sedi, strutture e figure professionali non universi-
tarie per l'attività formativa
Le sedi nelle quali l'attività didattica pratica viene Fig. 2 - Figur e professionali non universitarie coinvolte nel- svolta sono riportate nella Fig. 1. l'attività didattica pratica. La figura pr ofessionale di gran lunga più coinvolta direttamente nelle attività didattiche, sia in quelle tuto - riali presso il pr oprio ambulatorio, che in quelle semi - nariale e, in misura minor e, in quelle di docenza, è il Medico di Medicina Generale, coinvolto in quasi l'80% dei corsi di laurea. Compiti e funzioni didattiche
A questo personale medico non universitario sono attri- buite funzioni docenti diversificate: da quelle di tutor delle attività pratiche, alla partecipazione a seminari, fino Fig. 1 - Strutture territoriali sede di attività didattica pratica. alla attribuzione di funzioni docenti come professore a contratto. Lo scenario è piuttosto variegato e risente sia L'Ambulatorio di Medicina Generale, sia come studio dell'organizzazione dell'insieme delle attività for mative del singolo medico di famiglia che sotto altr che di problematiche locali e/o dello stato di avanzamen- organizzative (es: Unità T erritoriali di Cure Primarie: to della realizzazione del progetto formativo in cure pri- UTAP), è utilizzato (o programmato per essere utilizza- marie con il nuovo ordinamento (Fig. 3).
to) in 34/44 (77.3%) corsi di laurea. Altre strutture terri- toriali sono decisamente meno utilizzate, così come le relative professionalità (Medici di distretti socio-sanita- ri, di residenze sanitarie assistite, altre professionalità di strutture socio-sanitarie). In 8 CLM, oltre all'ambulatorio di Medicina Generale, docente seminari e/o attività docente informale sono utilizzate anche altr e struttur e presso le quali lo Professore a contratto studente svolge una parte –in genere di limitata durata- di attività pratica (Catania, Modena-Reggio E., Milano Bicocca, Roma Sapienza A, Roma Sapienza E, Piemonte Orientale, Siena, Torino San Luigi Gonzaga, Verona). In 5 CLM (Bari, Catania, Fir enze, Milano Bicocca, Udine) Fig. 3 - Compiti didattici assegnati al personale medico non lo studente frequenta (anche) l'ambulatorio del Pediatra - il setting della medicina generale - il lavoro del medico di medicina generale - Le cure domiciliari e le opportunità della r ete assi- - gli strumenti della medicina generale - l'attenzione alle e l'utilizzo delle risorse - La continuità delle cur e - l'anamnesi e l'esame obiettivo per problemi - La presa in carico - la gestione delle patologie ambulatoriali più comuni - La cronicità e le disabilità - il decision making in un ambito ed in un tempo - La prevenzione e la promozione della salute - i bisogni di specifiche età - L'ambiente in cui vive il paziente - i contesti problematici - La rete assistenziale e le varie struttur e - l'assistito e la famiglia - L'approccio olistico alla persona - la cura del paziente a domicilio - Disease e illness - il prendersi cura - L'attenzione al benessere psico-fisico - l'integrazione ospedale/territorio - La relazione e la comunicazione con il paziente ed i - la molteplicità e la complessità culturali - La medicina generale come risorsa per la ricer ca Tab. 6 - Principali obiettivi didattici (semplificati e sintetizzati) nella formazione dello studente nell'ambito delle cure prima-rie e della medicina del territorio. Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Insegnamento delle cure primarie Nell' 86.6% dei CLM è attribuita una funzione di tutor titolo gratuito, anche se una str etta minoranza di CLM al personale medico, in gener e medici di medicina (L'Aquila, T orino San Luigi Gonzaga) prevedono una generale, nel 38.6% il titolo ed i compiti di pr ofessore forma d i retribuzione pecuniaria, mentre i n t re CLM è a contratto (incaricato di tener e un numer o contenuto prevista l'attribuzione di punti ECM regionali o assegna- di lezioni fr ontali assieme a docenti universitari) e nel ti dal locale Ordine dei Medici.
22.7% dei CLM è pr evista un'attività docente nell'ambi- to di seminari o nel contesto di altr e forme di insegna- mento, ma entrambe a caratter e informale. Le attività di medicina sul territorio, di medicina Il numero dei professori a contratto è molto contenu- generale e di cur e p rimarie è p er l o p iù r egolata da to (da uno a tre al massimo) ed attribuito ai medici di convenzioni tra due o più soggetti. medicina generale nella maggior parte dei casi. In Il quadr o complessivo è assai variegato e risente genere il conferimento del compito didattico è a titolo soprattutto di fattori favor ent, o di vincoli o di veri e propri ostacoli locali. In gener e, il soggetto maggior - Reclutamento dei docenti e dei tutor non universi-
mente presente negli atti convenzionali è l'Ordine dei tari e riconoscimento dell'attività svolta
Medici della pr ovincia o delle pr ovince coinvolte nel - l'attività didattica. Dei 26/44 CLM che hanno for nito informazioni sulle La maggior parte delle Convenzioni (18: 40.9%) è sti- modalità di identificazione (con relativi criteri), re cluta- pulata tra due soggetti, ma alcune pr evedono un con - mento e nomina del personale medico non universita - venzionamento tra tre (16: 36.3%) od anche quattro (7: rio con compiti didattici, in 13 CLM l'Ordine dei Medici 15.9%) soggetti diversi. interviene come istituzione direttamente coinvolta (in Con il vecchio ordinamento, 10 CLM non si erano alcune sedi è prevista una Commissione paritetica con dotati di alcuna convenzione, ma si tratta di CLM nei l'Università); in 2 CLM (Ferrara, T quali le attività sul territorio mancavano od erano limi - Gonzaga) il r eclutamento e la nomina avvengono da tate ad attività didattiche elettive od or ganizzate con parte della ASL di riferimento, negli altri 10 CLM ciò è insegnamento solo frontale o seminariale. effettuato principalmente dal Corso di Laure La Tab. 7 riporta la differente tipologia di convenzio- Medicina e/o dall'Università, eventualmente adottando ni stipulate dai CLM, sommando quelle stipulate con il criteri di selezione o rapporti interpersonali consolidati. vecchio e con il nuovo ordinamento (quest'ultimo in In un singolo caso (Milano Bicocca) il rapporto del differenti fasi di realizzazione) Corso di Laurea per il reclutamento è tenuto con un'as- È di gran lunga predominante il convenzionamento sociazione di Medici operanti nell'ambito della medici - con gli Ordini dei Medici ed un'estensione della na generale e della pediatria di libera scelta. In quasi Convenzione per l'esame di abilitazione professionale tutti i CLM la scelta segue criteri di qualità pr ofessiona- le, di esperienza formativa, di appartenenza ad organiz- (i cui contraenti sono peraltr o lo stesso Ordine dei zazioni scientifiche di medicina generale od alla Scuola Medici e la Regione) è utilizzata da almeno quattr Regionale di For mazione in Medicina Generale, ma anche criteri logistici, di disponibilità e qualità di spazi. Come si potrà rilevar e in seguito, la stipula di con - Questi criteri sono valutati, nella maggior parte dei venzioni rappresenta uno degli elementi di qualificazio- CLM, dall'Ordine dei Medici che svolge un ruolo prima- ne, ma anche di criticità della strutturazione di un dise- rio o dalle suddette associazioni e società. La ratifica gno formativo nelle cure primarie.
avviene da parte di Commissioni paritetiche ad hoc o dal Consiglio di Corso di Laur ea e/o dall'Università. Il riconoscimento dell'attività svolta dal personale La collocazione curriculare delle attività didattiche è medico non universitario costituisce uno dei punti di variabile, ma si concentra soprattutto nel 5 ° e nel 6 ° criticità, in assenza di una specifica nor anno di corso. In alcuni CLM queste attività sono spal - anche per rigidità da parte di vari soggetti. In ogni mate su tutto o quasi il percorso for mativo (Pavia, caso, nella maggior parte si tratta di compiti svolti a Roma Sapienza II Facoltà, Trieste) ed in alcune è previ- Soggetti contraenti le convenzioni (oltr e all'Università)
Ordine dei Medici Scuola Regionale di Medicina Generale Ordine dei Medici + Regione Estensione della Convenzione per l'esame di stato (OM + Regione) Ordine dei Medici + Scuola Regionale di Medicina Generale Ordine dei Medici + FIMMG Ordine dei Medici + ASL Ordine dei Medici + Regione + ASL Ordine dei Medici + Regione + Scuola di Medicina Generale Ordine dei Medici + ASL + Scuola di Medicina generale Ordine dei Medici + Regione + FIMMG Con associazione di Medici Tab. 7 - Tipologia di convenzioni stipulate per la didattica di cur e primarie e nel territorio. Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Italo Vantini et Al. sto un early clinical contact entro i l 3° anno di corso (Modena-Reggio E., Napoli Federico II, Perugia, Roma Sapienza D, Verona) (Fig. 4).
v ecchio o rdinam
Tab. 9 - Corsi Integrati nei quali è inserita l'attività for mati- va di primary care. Fig. 4 - Collocazione curricular e delle attività didattiche di stati cr eati dei Corsi ad hoc , compr endenti le attività primary car e nel CLM nei quali questa attività didattica è didattiche frontali e pratiche (in genere i CFU sono trat- ti dai 60 CFU pr ofessionalizzanti), con denominazioni varie, ma per lo più esplicite. Crediti formativi, corsi integrati, Settori Scientifico
Contribuiscono, sul versante della docenza universi - taria, numerosi SSD all'insegnamento (per lo più nella Anche per questi aspetti è emersa una notevole dif - sua componente frontale e seminariale), numerosi ed in formità tra i vari CLM. I CFU attribuiti variano da un parte anche eter ogenei SSD. Pur non disponendosi di minimo di 0.5 di Siena ai 10 a Modena-Reggio. dati quantitativi, è pr esumibile che ciò derivi sia dalla Complessivamente, l'impegno per lo studente corri - disponibilità dei docenti che dall'impostazione didattica sponde a circa 25-30 ore con il vecchio ordinamento e che ogni CLM attribuisce a questa attività formativa. V a a 25-50 ore con il nuovo ordinamento. rilevato che spesso più SSD contribuiscono all'insegna - Anche i Corsi Integrati nei quali sono inserite (ma non mento, con maggior prevalenza per l'accoppiata medi - in tutti i CLM) variano molto da sede a sede (T ab. 9).
cina interna ed igiene e sanità pubblica (T ab. 10).
Nella maggior parte dei casi, si tratta del Corso Emergono sia l'elevata prevalenza della Medicina Integrato di Medicina Inter na (o di Clinica Medica), Interna (74.4% dei corsi) ed una buona pr seguito da Igiene e sanità pubblica. In alcuni CLM sono dell'Igiene e sanità pubblica (37.2%), oltr e che della Corsi di laurea
Modena-Reggio E.
Piemonte Orien.
Tab. 8 - Crediti Formativi (CFU) attribuiti alle attività di primary care dai vari corsi di laurea che hanno indicato questo dato. Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Insegnamento delle cure primarie Interesse, gradimento, valutazione
Una parte del questionario è dedicata a rilevar e, in modo qualitativo, quale sia il grado di motivazione, di interesse dei soggetti non appartenenti alle Università nei confr onti dell'esperienza vissuta con l'insegna mento ed il tutorato, ma anche quale sia stata la per - cezione di gradimento da parte dei discenti nei con - fronti della for mazione nell'ambito delle cure prima - rie, ma anche verso specifici aspetti o momenti del percorso formativo.
Tab. 10 - Settori Scientifico-Disciplinari (SSD) che partecipa- In linea generale, viene segnalata una forte motiva- no e contribuiscono all'insegnamento nell'ambito della pri- zione da parte dei docenti/tutor , la positività com - mary care (tra parentesi: vecchio ordinamento). plessiva dell'esperienza for mativa percepita dai CLM, così come un elevato gradimento da parte dei discen- Pediatria, ma anche della Chirurgia Generale che è rap- ti. Tuttavia, non mancano giudizi meno positivi sull'e- presentata in cir ca un quarto dei CLM, sia accompa - sperienza effettuata, che però si concentrano soprat - gnando altri SSD, come Medicina Interna e/o Igiene, sia tutto nelle sedi nelle quali l'attività non è obbligatoria –in alcuni casi- nell'ambito di una particolare interpre - e/o si svolge essenzialmente mediante strumenti fron- tazione della medicina del territorio anche come svilup- tali e non pratici o contestualizzati o, infine, se non è po delle abilità di intervento in condizioni di emer gen- presente un'attività presso l'ambulatorio di medicina za, giustificata in un caso anche dalla presenza dell'a- nestesia-rianimazione. Interessante la presenza di disci- È questo il caso dei CLM di Ferrara (frequenza pres- pline come la bioetica, la sociologia e l'antropologia, a so struttur e territoriali e non pr esso l'ambulatorio di sottolineare gli aspetti umanistici e sociologici che sono medicina generale), di Napoli Federico II e Roma particolarmente rilevanti nella medicina nel territorio e, Sapienza B dove le attività erano solo elettive, men - in generale, nel contesto delle cure primarie.
tre l'esperienza viene per cepita come appena suff i- molto buono
Milano San Raffaele Modena-Reggio E.
Napoli Federico II Piemonte Orientale Tab. 11 - Giudizio dei CLM sulla pr opria esperienza nell'insegnamento in primary car e. Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Italo Vantini et Al. ciente da CLM di Catanzaro (Magna Grecia), di Napoli quale sia la sede formativa di gran lunga più gradita e SUN, del Piemonte Orientale e di Roma Sapienza B l'esperienza che ha più inter essato i discenti è stata quella del contatto, sia pur br eve, con la realtà del set- La maggior parte dei CLM ha per cepito un inter esse ting della medicina generale e del Medico di Famiglia. e coinvolgimento elevato o molto elevato da parte degli Ciò induce a ritenere che la relazione fra docente/tutor studenti per questo tipo di attività didattica (Figura 5). e discente deve essere stata quanto meno buona e che i Medici di Medicina Generale si siano sentiti a lor o volta coinvolti e motivati, ma siano stati anche capaci di rispon- dere positivamente ad un compito for mativo per nume - rosi aspetti a caratter e innovativo, come suggerito dal grado di impegno/motivazione/inter esse dimostrato dal personale medico non universitario coinvolto in questa attività didattica (634 CLM hanno risposto) (Fig. 6).
molt o alt o
discret o
Fig. 5 - Grado di inter esse per cepito dai CLM sul gradimento/interesse degli studenti per le attività formative di primary care (30/43 CLM hanno dato risposta al quesito). Quasi la metà dei CLM percepisce che vi sia un interes- se alto e quasi un terzo molto alto per le attività di pri- mary care da parte dei discenti, a sottolineare come essa ent usiasmo
susciti un forte coinvolgimento personale degli studenti. Tra le varie sedi ed opportunità formative, viene per- Fig. 6 - Grado di coinvolgimento/impegno/motivazione del cepito dai CLM che hanno già avuto esperienza piutto - personale medico non universitario. sto consolidata in quest'ambito che gli studenti espri - mono loro il maggior gradimento all'esperienza vissuta presso l'ambulatorio del Medico di medicina generale Numerosi CLM segnalano criticità e difficoltà maggio- (Tabella 12).
ri,alcune più diffuse, altre correlate a situazioni locali.
Ciò rappresenta un'inoppugnabile dimostrazione di La Tabella XIII le riassume, ma va pr ecisato che essa Ambulatorio del
Medico di Medicina generale
Tab. 12 - Sedi e/o strumenti di insegnamento/appr endimento che hanno ricevuto nei vari CLM il maggior e gradimento daparte dei discenti (15 risposte mancanti). Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Insegnamento delle cure primarie riporta una sintesi e la sommatoria di quanto incontra - momento – opzionali,. to in passato o nell'attuazione del nuovo ordinamento In altri casi invece, le difficoltà sono state tali da ren- (DM 270/04).
dere defatigante il pr ocesso di avvio e/o di manteni - Le difficoltà nor mative riguardano sostanzialmente mento di questa attività didattica, od in un caso tale da alcuni problemi incontrati nell'affidamento di attività di mettere i n profonda crisi un già avviato rapporto tra docenza a personale non universitario. Ulteriori CLM Università e Regione. hanno segnalato alcune difficoltà che sono state supe - rate con il tempo e con una più assidua relazione tra i Conclusioni: opportunità, sviluppi, ricadute
soggetti interessati che hanno compr eso e pr ocessato positivamente posizioni inizialmente distanti. Si è quin- Sono state segnalate una serie di riflessioni, conside - di trattato di incompr ensioni o del felice – ancor ché razioni, opportunità ed occasioni di sviluppo che non è faticoso- superamento di posizioni in partenza diverse.
facile riassumere, ma sulle quali possono essere rileva- Queste difficoltà, inizialmente incontrate, ma per la ti alcuni aspetti comuni e/o maggiormente sottolineati.
maggior parte dei casi superate, si sono r egistrate con In generale, l'esperienza è vissuta positivamente o gli Ordini dei Medici che, stando ai dati r egistrati dal molto positivamente e rappr esenta per tutti i CLM un questionario, ora rappresentano in misura eloquente aspetto di sviluppo sia di r elazioni che di opportunità. degli interlocutori privilegiati, importanti e collaborati - Emerge come sia diffusamente percepita l'importanza vi, salvo che in tr e sedi.
di questa componente for mativa per l'educazione Viene segnalata da alcuni anche il pr oblema di non medica e che i soggetti che possono contribuir poter disporre di un adeguato numer o di Medici di misura preponderante alla realizzazione siano i Medici medicina generale disponibili a fr onte del numer o di di medicina generale (e Pediatri di libera scelta).
studenti e, ove le attività sono elettive/opzionali, la Peraltro, i n alcuni CLM è of ferta una vasta gamma di scarsa disponibilità di tempo degli studenti per parteci- momenti formativi nell'ambito dell'intera rete assisten - pare a questo tipo di attività didattica. Alcuni CLM ziale territoriale. segnalano inoltre la complessità e l'impegno di mante - È inoltre percepita un'acquisizione culturale–sotto nere un sistema formativo diffuso sul territorio, che forma anche di ricaduta professionale- con l'apertura coinvolge figure professionali diverse e appartenenti ad verso il territorio ed una più consapevole relazione tra ospedale/università e territorio stesso. L'inserimento in Peraltro, va segnalata come criticità, seppur non alcuni CLM di un early clinical contact, in fase curricu- espressa come tale da quanti hanno compilato i que - lare perciò precoce, rappresenta un ulteriore passo per stionari, il fatto che anche con il nuovo ordinamento una integrazione verticale del saper e dello studente e otto CLM (quattr o dei quali a Roma La Sapienza) pr e- dello sviluppo corretto e realistico delle motivazioni. vedono che queste attività siano – almeno per il È necessario comunque che sussista chiarezza nei tar- Normativa Convenzioni Logistici
Finanziari Riconoscimento Università- OM* MMG§
Milano San Raff.
Milano Stat.
Modena- Reggio E.
Piemonte Orientale Torino San Luigi G. Tab. 13 - Elenco/sintesi degli aspetti e r elazioni che sono stati/e motivo di maggior e criticità. * OM: Ordine dei Medici§MMG: Medici di Medicina Generale Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Italo Vantini et Al. get e che questa attività didattica sia collocata con un te, in particolare dei tutor, vanno considerati un pr ere- giusto ed equilibrato peso nel curriculum formativo quisito qualificante, realizzabile od implementabile dello studente. I suoi obiettivi for mativi devono inte- attraverso corsi di for mazione (ed un mantenimento grarsi con quelli (UDE) del curriculum; inoltr e, delle competenze didattiche nel tempo) con il contribu- appare rilevante come questa componente della for- to e la partecipazione dell'Università. mazione/educazione dello studente/medico, a partire L'opportunità di r ealizzare master per la for mazione dalla definizione degli obiettivi didattici e dall'or ga- alla didattica, rivolti a tutti i soggetti coinvolti nella forma- nizzazione e collocazione curricular e, come pur e la zione dello studente, potrebbe rappresentare un'opzione sua gestione, siano mantenuti nel contesto delle atti - interessante, così come stimolanti appaiono alcune, sep- vità gestite e governate dai Corsi di Laur ea e quindi pur isolate, esperienze di alcuni centri per la didattica-for- dell'Università, con la collaborazione sia elaborativa mazione (sia universitari che regionali).
che r ealizzativa dei soggetti esterni all'Università, in Appare chiaramente percepibile il forte inter esse e la primis la Medicina Generale, gli Ordini dei Medici e sincera motivazione da parte della Medicina generale che sembra avere risposto in modo quantitativo e qualitativo Inoltre, pur in un contesto nel quale l'attività pratica molto significativo, nell'ambito di una esperienza didatti - trova spazio prepon derante, deve essere saldamente co-professionale sicuramente impegnativa, ma altrettanto mantenuta la costante relazione fra for motivante e maturante. La strategia da alcuni adottata di campo nei vari settings territoriali ed evidenze scientifi- estendere la convenzione già attiva per l'esame di abilita- che, attraverso una cooperazione tra territorio e docen- zione all'esercizio professionale, con eventuali opportune za universitaria. (anzi necessarie) modifiche segnala come l'esperienza dei Un elemento realmente cruciale è dato dalla necessi- tutor-valutatori abbia fornito una piattaforma organizzati- tà d i t rovare interlocutori idonei e di intrattenere rap- va e motivazionale utile e fertile.
porti virtuosi e fattivi con alcuni soggetti, in primis gli Infine, la ricerca dei contenuti e dei metodi, in sostan - Ordini dei Medici, ma anche le Regioni di riferimento e za degli strumenti formativi e degli obiettivi didattici, così le organizzazioni della Medicina Generale. La costitu - come di un modello or ganizzativo nell'ambito del curri - zione di or ganismi paritetici a vari livelli, fruendo di culum formativo, già attuate e matur e in alcune sedi, eventuali esperienze/opportunità già attive in sede costituiscono occasione di stimolo per riflessioni ed azio- locale o r egionale può costituir e strumento operativo ni concertate fra Università ed i soggetti contraenti, la condivisione del compito ed una parte della responsabi- Il reclutamento e la formazione del personale docen- lità formativa dello studente in medicina.
Med. Chir. 48, 2079-2088, 2010 Conferenza Permanente dei Presidenti dei CLM in Medicina e Chirur gia Corso di laurea in Medicina e Chirurgia
svolto in lingua inglese
Gilda Caruso (Bari) e Domenico Scannicchio (Pavia) L'internazionalizzazione degli studi universitari ha studenti italo-americani verso le Università con Corsi di comportato nell'offerta for mativa della rifor ma (Legge Laurea i n lingua inglese: a questo pr oposito sono in 270) la possibilità di avviar e Corsi di Laur ea in lingua corso trattative per il riconoscimento della nostra Laurea d a parte di USA, Canada e Australia al fine di Iniziative in tale senso si sono sviluppate in varie consentire ai futuri laureati di eser citare la professione Università, in alcuni casi con lo svolgimento nell'a.a.
in questi Paesi. 2009/10 di Corsi di Laur ea Magistrale in vari settori ed in particolare, presso l'Università di Pavia di un Corso La docenza svolta in inglese pone anche la necessità di Laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (6 anni).
di una verifica della conoscenza della lingua inglese da Questa scelta è emersa dopo discussioni a tutti i livelli parte dei docenti che, qualora non si verificasse, potrebbe comportare contratti con docenti anglofoni.
In generale, per intrapr endere un Corso di Laurea in Per particolari Corsi di insegnamento, come ad esem - inglese, in particolare in Medicina e Chirur gia, gli atto- pio Medicina e Sanità Pubblica, questa soluzione ri interessati, con i quali analizzar e e discuter e vantag- potrebbe diventare obbligatoria al fine di fornire anche gi e svantaggi, sono: gli studenti (divisi nelle tre catego- nozioni di Medicina legale europea e/o di Paesi anglo- rie di studenti italiani, studenti stranieri UE e studenti sassoni. A questo proposito il sostegno della ‘governan- stranieri extra UE), il corpo docente e i lor o Corsi d'in- ce' dell'Università, in particolare del Rettore, diventa segnamento, la Facoltà di appartenenza e l'Università con la sua ‘governance'.
Un ulteriore punto critico nell'insegnamento della Considerando gli studenti, per quelli italiani l'aspetto Medicina in inglese è costituito dallo svolgimento dei vantaggioso consiste per essi nella possibilità di acce - tirocini, per i quali la presenza di pazienti praticamen - dere più facilmente a istituzioni mediche ester e e ad te solo italiani e di personale tecnico e infer mieristico associazioni inter nazionali, con un bagaglio culturale che potrebbe non conoscere l'inglese, costituisce una nettamente più vasto e flessibile. L'entità di questo van- notevole incoerenza con il Corso di Laurea (a parte l'ec- taggio dipende dall'impostazione dei Corsi di insegna - cezione di Roma ove opera un Ospedale americano).
mento soprattutto negli anni clinici, ad esempio nel Per risolvere questa incongruenza, costi a parte, si caso di tendenza a form are ricercatori nel settor e bio- potrebbero svolgere alcuni tir ocini pr esso strutture Principali punti di criticità per gli studenti italiani sono il fatto che a tutt'oggi l'esame di Stato e il titolo Da quanto detto, particolare impegno dovrà essere rilasciato sono italiani: tuttavia è opportuno considera - fornito dai Centri Linguistici che, oltre a garantire anche re che nei pr ossimi anni, prima delle prime laur ee in la didattica del Corso di Laur ea aggiuntivo in inglese, inglese, opportune azioni potranno essere intrapre dovranno fornire supporto sia agli studenti stranieri per per far sì che la validità dell'esame di stato e del titolo apprendere l'italiano, sia ai docenti per migliorare e possano essere estese a Pae si stranieri, come riportato aggiornare la loro conoscenza della lingua inglese.
più avanti.
L'appoggio della Facoltà di Medicina e Chirur gia e Per quanto riguarda gli studenti stranieri comunitari e della ‘governance' universitaria diventa quindi indi - non comunitari, il vantaggio riguarda soprattutto l'istitu- spensabili al fine di garantire una copertura didattica zione universitaria, in grado di attrarre studenti europei efficace ed efficiente per un lungo periodo (6 anni), ed extra-eur opei con aspetti di prestigio e rinomanza tenuto conto dell'elevata dinamica delle Facoltà di internazionale. L'attrazione potrebbe coinvolgere stu- Medicina (pensionamenti e trasferimenti). denti provenienti da Paesi verso cui l'emigrazione ita - dato che queste istituzioni ovviamente traggono un liana è stata rilevante nel secolo passato (USA, Canada, grande prestigio inter nazionale dall'istituzione del Sud America e alcuni Paesi eur opei) con flussi non Corso di Laura in inglese, esse dovranno contribuir indifferenti di studenti stranieri di origine italiana verso allo svolgimento della didattica a tutti i livelli, non ulti - istituzioni universitarie italiane. Tuttavia per tali studen- mo quello di assicurare le attrezzature e il relativo per- ti, in particolare quelli comunitari, diviene critico l'esa - sonale tecnico che permettano una didattica assimilabi- me di ammissione, attualmente svolto solo in italiano: le a quella svolta dalle migliori università mondiali); è assolutamente indispensabile che il test per l'ammis - tutto ciò considerando anche che un simile Corso ver - sione sia bilingue, che i quesiti di cultura generale rebbe presentato su un palcoscenico mondiale (alla riguardino argomenti europei e internazionali e che si presentazione in inter net si aggiunge lo svolgimento stabiliscano regole per limitare la possibilità di ricorsi della didattica in videoconferenza, di lezioni e tir ocini avverso il risultato del test. Attualmente solo studenti in teletrasmissione e così via).
comunitari con un genitore di lingua italiana sono effet- tivamente in grado di competer e con i candidati italia - Tra le Università italiane l'Università di Pavia, dopo ni nel test di ammissione.
attenta analisi ed estesa discussione di quanto scritto in Come accade in Università dell'est eur opea (Polonia, precedenza, ha avviato nell'a.a. 2009/10 un Corso di Serbia), ci si potrebbe attendere un consistente flusso di Laurea i n Medicina e Chirur gia in lingua inglese. Il Med. Chir. 48, 2089-2090, 2010 Gilda Caruso, Domenico Scannicchio numero massimo di studenti dell'Unione Eur opea è le opportune per i trasferimenti tra i due Corsi italiano stato fissato in 70 e in 10 quello per studenti extra UE per un totale di 80 studenti. Allo scopo di pr omuovere Tra le altre Università che hanno espresso l'intenzio- l'iniziativa, le tasse del primo anno sono state forte ne di avviar e Corsi in inglese, l'Università di Bari e mente ridotte.
l'Università di Milano (Statale) hanno espresso l'inten - All'ammissione si sono presentati complessivamente zione di avviare un Corso in inglese, forse già nell'a.a.
circa 220 candidati, in graduatoria i 70 studenti UE sono 2010/11, l'Università Vita e Salute S. Raffaele ha l'inten- tutti italiani, tra questi 5 sono bilingue avendo un geni- zione di iniziare nell'a.a. 2010/11 con alcune decine di tore non italiano. T utte le lezioni dei Corsi di insegna - studenti mentre l'Università di Roma La Sapienza, aven- mento, i r elativi testi ed esami o prove in itinere sono do avuto appr ovata da un anno l'offerta formativa dal stati svolti in lingua inglese. Nella sessione d'esame di Ministero, appare intenzionata anch'essa ad iniziar e febbraio a tutti gli esami si è pr esentato il 70% degli nell'a.a. 2010/11.
studenti, senza significative differenze con i Corsi svol- ti in parallelo in lingua italiana. Gli studenti si sono In conclusione l'iniziativa di un Corso di Laur ea di espressi in modo entusiasta a riguardo dello svolgimen- Medicina e Chirurgia svolto interamente in lingua ingle- to dei Corsi di insegnamento. Per il futur o, il Consiglio se, in una visione strategica futura, pr esenta aspetti Didattico di Medicina e Chirurgia dell'Università di molto positivi e andrebbe diffusa ed incentivata. I punti Pavia intende affrontare il Corso di Laurea con metodo- critici citati devono esser e risolti al più pr esto sia per logia sperimentale, risolvendo i pr oblemi o le situazio - non cadere nel ridicolo a livello internazionale e sia per ni critiche man mano si presentano negli anni e via via convincere i più scettici che si interrogano sui reali van- migliorando la didattica mettendo a frutto le esperien - taggi. Inoltr e, dopo l'avvio dell'iniziativa, data la sua ze acquisite, in particolare con la collaborazione degli caratteristica di Corso in sperimentazione, la sua prose- studenti del Corso. Attualmente si sta discutendo il pos- cuzione dovrà esser e attentamente contr ollata, preve- sibile incremento di studenti extra UE alla luce di pres- dendo e risolvendo via via negli anni i problemi che sioni da parte di Paesi arabi e si stanno definendo rego- Nel numero 4/2009 di Medicina e Chirur gia nel titolo del lavor o della Prof.ssaAnna Loiacono la parola perspectives è stata indicata come prospectives. Il titolocorretto dell'articolo è pertanto: New perspectives in Academic Teaching.
Ci scusiamo per l'involontario err ore.
Med. Chir. 48, 2089-2090, 2010 Conferenza Permanente dei Presidenti del CLM in Medicina e Chirur gia La formazione dei tutori per le attività
Luciano Vettore (Verona), per il gruppo di studio Innovazione Pedagogica della Conferenza (Coordinatore Pietro Gallo, Roma La Sapienza) Questa presentazione si collega direttamente con il renti; può infatti essere impiegata nella discussione mini-atelier dell'ottobre scorso sulle attività didattiche libera od orientata, nello studio di casi o nella soluzio - professionalizzanti, al quale forse conviene far e qual- ne di problemi, nella pr oduzione di pr ogetti e di testi, che breve richiamo.
nell'acquisizione di ab ilità relazionali e nella recitazio- ne di ruoli, nella costruzione di griglie e nella valutazio- Le Attività Dida ttiche Professionalizzanti (ADP) sono ne di performance: insomma più che una tecnica è un tutte quelle attività volte a far acquisire esperienze pro- fessionali direttamente finalizzate alla cura (curare È particolarmente adatta alla for mazione alle attività prendersi cura) della persona sana e malata ( professionalizzanti di soggetti adulti, e quindi può management e non solo).
espletarsi in modo ottimale nell'ambiente clinico, dove Si tratta delle competenze necessarie per espletare dovrebbe essere facilitato l'appr endimento collaborati- compiti professionali nell'ambito delle funzioni preven- vo dalla r ealtà e dall'esperienza. Può esser e utilizzata tiva, diagnostica, terapeutica e riabilitativa. Riguardano per il conseguimento di obiettivi sia cognitivi, che i campi del sapere, del saper fare, del saper essere e del psico-motori e relazi onali, preferibilmente con livelli sapere sapere.
tassonomici medio-alti. La didattica tutoriale, infine, Le ADP possono esser e di natura teorico-pratica o attiva i processi metacognitivi, spesso effettuabili in pic- metodologica: le attività teorico pratiche riguardano le coli gruppi interattivi, che meglio realizzano gli aspetti abilità gestuali e relazionali esercitate negli atti medici educativi e for mativi, più che addestrativi e istruttivi.
e sono convenzionalmente graduabili in tr e livelli tas - Naturalmente a questo tipo di didattica dovr ebbero sonomici (aver visto fare, aver provato a fare ed essere essere chiamati docenti propensi ad approcci interatti- capaci di far e in modo automatico e autonomo), dei vi, e comunque esperti nella conduzione di gruppi in quali solo il terzo è in questo momento di nostr o inte- resse; le attività metodologiche hanno la funzione di collegare le conoscenze teoriche alle abilità pratiche, Caratteristiche e compiti del tutor e
cioè di trasform are le conoscenze in competenze pr o- Per l'appunto quelle sopra descritte sono le caratteri- fessionali mediante l'applicazione intelligente delle stiche del tutore ; il termine deriva dalle par ole inglesi conoscenze stesse nei vari contesti operativi. Le ADP , tutor e tutoring, peraltr o di origine latina: tutus, cioè insomma, oltre a far apprendere le abilità pratiche, deb- qualcosa che è r eso sicuro (ha la stessa radice di tute - bono anche facilitare la sintesi in una visione unitaria e la); tutor, cioè sostegno per mantenere diritto un ogget- funzionale fra conoscenze teoriche e abilità pratiche da to. Sono entrambi ter mini che indicano una tensione utilizzare nell'esercizio professionale.
verso la cr escita, il potenziamento e l'autonomia dei Nel caso si tratti di abilità gestuali o motorie , le atti - soggetti che sono stati affidati alle cur e del tutore.
vità didattiche pratiche di terzo livello possono venir Quella del tutore è una figura di formatore diversa da apprese (e quindi anche insegnate e valutate) in picco- quella del progettista o manager della formazione e da lo gruppo, oppur e individualmente in skill lab , e poi quella del docente esperto di contenuti: egli è piut- essere perfezionate in clinica o presso l'ambulatorio di tosto un facilitatore dell'apprendimento e della crescita un medico di famiglia; nel caso si tratti di abilità psico- professionale; sue funzioni peculiari sono quelle di aiu- relazionali, ancora in piccolo gruppo, oppur e indivi - tare gli studenti nel conseguimento degli obiettivi edu - dualmente nel gioco dei ruoli o role playing; anche in cativi essenziali (quelli del core curriculum ), cioè di questo caso possono essere perfezionate in ambiente aiutarli a imparare più che di trasmettere loro la cono- clinico e forse ancor meglio presso l'ambulatorio del scenza, e - come prima si diceva - di form are ed edu - medico di famiglia. Le attività metodologiche possono care oltre che di istruire e addestrare; pertanto il tutore venire apprese (e quindi insegnate e valutate) in condi- è un docente-majeuta, che privilegia rispetto al mettere zioni realistiche simulate o in setting tutoriali di problem dentro nozioni, tipico della lezione del docente, un solving o di decision making. tirar fuori dal discente quanto questi spesso già possie- de inconsapevolmente, mediante l'attivazione delle Metodologie didattiche tutoriali
conoscenze che gli derivano dall'esperienza. Le metodologie didattiche che consentono il grado Insomma, la figura del tutore realizza modelli forma- maggiore di interattività sono quelle che rientrano nella tivi caratterizzati dalla centratura sul discente e sui pro- così detta didattica tutoriale. cessi di appr endimento, dalla pluralità dei metodi di Ma che cos'è la didattica tutoriale? È un metodo di insegnamento e di appr endimento e dalla pluralità dei apprendimento attivo basato sull'apprendimento per contesti formativi (setting), che privilegiano - rispetto ai ricerca e per scoperta; è un sistema formativo centrato contesti scolastici tradizionali dei molti studenti dentro sul discente che si avvale di un docente-majeuta (tuto - l'aula - i luoghi di lavor o fuori dell'aula, dove la for - re) il quale, più che trasmettere nozioni, ne facilita l'ap- mazione può essere più facilmente individualizzata.
prendimento; egli è impegnato a valorizzare e a moti- Il tutore può esercitare, in relazione alle circostanze, vare sia lo studio individuale che il lavor o di gruppo.
diverse funzioni: quella di tutor e in senso str etto, cioè La didattica tutoriale non si identifica con una tecni - di majeuta che stimola l'autonomia del discente; quel - ca specifica d'insegnamento, ma piuttosto è un approc- la di mentore, cioè di ma estro d'esperienza quale può cio metodologico generale, adattabile a contenuti diffe- essere un fratello maggiore ; quella di coach, cioè di Med. Chir. 48, 2091-2093, 2010 Luciano Vettore allenatore nello sviluppo di competenze; quella di tappe diverse: la produzione di una trama relazionale e counsellor o di advisor, cioè di consiglier e nelle scelte di una "griglia" di osservazione, l'interpretazione simu - personali; e infine la funzione di supervisore, cioè di chi lata dei personaggi della trama sotto l'osservazione del fornisce una visione "ester na" della situazione e del gruppo (eventualmente rinforzata dalla sua videore gi- processo formativo. strazione), e infine l'anali-si e la valutazione critica col - Nell'esercizio delle diverse funzioni il tutore legiale (in piccolo gruppo) della performance degli "at- essere chiamato a eser citare compiti diversi: da tutore tori" nella simulazione.
cognitivo e pedagogico nell'assistenza all'apprendimen- to in piccolo gruppo a tutore clinico o referente di tiro- D) Per facilitare l'apprendimento in ambiente clinico cinio, da tutor e personale a tutor e d'aula, e infine a il tutore si avvale soprattutto della tecnica del briefing tutore a distanza.
e debriefing, tecnica molto utilizzata nei corsi di laur ea infermieristici e applicata per lo più inconsapevolmen- Le metodologie tutoriali più comuni nei setting pro- te (è quindi in modo non sempr e soddisfacente) nei fessionalizzanti sono le seguen-ti: corsi di laur ea in medicina: nella fase del briefing il - apprendimento basato su problemi (PBL); tutore p resenta al discente, in un setting di inter nato - soluzione di casi o pr oblemi ( problem solving e (clerkship), il contesto in cui oper erà e gli obiettivi decision making); didattici da conseguire , f ornendogli anche una griglia - abilità pratiche mediante check list; di osservazione di ciò che incontr erà nella fase succes- - simulazione e gioco dei ruoli ( role playing); siva; le finalità del briefing sono quelle di pr eparare il - briefing e debriefing; discente all'osservazione, di incuriosirlo, di garantire - diari e narrazioni; attorno a lui una rete protettiva e di abituarlo a condi - - counselling pedagogico e contratti formativi.
videre un linguaggio comune con gli altri operatori. La seconda fase di tale pr ocesso di apprendimento è Il tutore deve esercitare abilità differenti nell'applica- quella dell'osservazione, durante la quale lo studente zione delle varie metodologie tutoriali, come di seguito opera in modo autonomo secondo gli obiettivi che gli sono stati proposti e seguendo le tappe pr eviste. La terza fase, quella del debriefing, è una fase di A) Nell'apprendimento per problemi in piccolo grup- riflessione intenzionale e strutturata sugli aspetti emoti- po il tutor e deve gestir e la dinamica del gruppo e nel vi dell'esperienza: non è una discussione libera, né una contempo presidiare il conseguimento degli obiettivi consulenza, né un incontro improvvisato, e non è nep- didat-tici; nel PBL serve una competenza soprattutto pure una sessione di approfondimento; nel debriefing nella gestione del gruppo, mentre nel problem solving il tutor e deve eser citare soprattutto l'arte di porre e nel decision making è indispensabile che il tutore sia domande che stimolino la riflessione, che cioè aiutino esperto anche nei contenuti.
gli studenti a fissar e le loro conoscenze e a sviluppar e L'apprendimento per problemi è un formidabile stru- il pensiero critico; quest'ultimo nelle professioni sanita- mento didattico, nel quale l'apprendimento viene sti - rie è un elemento fondamentale per far cr molato dal problema, la cui soluzione richiede l'acqui - capacità di applicare le conoscenze in modo diverso in sizione di conoscenze che non si posseggono; la lor o relazione alle circostanze; purtroppo molti docenti e tu- ricerca e scoperta è a sua volta stimolata dalla curiosi - tori clinici con abilità didattiche limitate pongono tà. La soluzione del pr oblema insegna anche come si domande che riguardano soltanto fatti con bassi livelli individuano i pr oblemi, come si af frontano e come si cognitivi (mera ripetizione di informazioni), mentre per risolvono: in altri termini insegna come porsi le doman- sviluppare il pensiero critico sono necessarie domande de più significative e come cercare e trovare le risposte di livello più elevato, che richiedano pr ocessi di appli- adeguate ad esse. La capacità di risolvere problemi, cazione, analisi, sintesi e valutazione.
quindi, è un'abilità metodologica fondamentale nella pratica clinica.
E) Altri strumenti tutoriali di stimolo alla riflessione sono i diari e le narrazioni: lo studente, utilizzando per B) Nell'apprendimento delle abilità pratiche di natu - esempio il "diario di bordo", sviluppa un modello inter- ra gestuale il tutore deve stimolare e controllare l'osser- no di annotazione e di analisi degli eventi e delle emo- vazione individuale accurata delle tappe successive di zioni, acquisendo grazie a ciò uno stile di riflessione un'azione motoria; a questa fanno seguito: la costruzio- sulle proprie azioni; compito del tutore è quello di aiu- ne collegiale in piccolo gruppo di una "griglia" di osser- tare l'acquisizione di modalità flessibili di espr essione vazione ( check list ), l'applicazione individuale delle per consentire a ciascun studente di identificare un pro- tappe indicate nella "griglia", la correzione degli err ori prio stile personale.
e la ripetizione della manovra fino all'acquisizione del - l'automatismo motorio. Le abilità gestuali in clinica F) Infine, altri momenti della funzione tutoriale sono vanno apprese grazie al succedersi delle seguenti rappresentati dal counselling pedagogico e dal contrat- tappe: osservazione, discussione e consenso sulla "gri - to formativo: il primo consiste nel rapporto interperso - glia", applicazione su manichino, esecuzione su volon - nale tra tutore e singolo studente, come relazione d'aiu- tario sano, esecuzione su paziente sotto lo str etto con- to per superare le difficoltà individuali di apprendimen- trollo del tutore.
to o di adattamento ambientale; il contratto formativo consiste in un accordo formalizzato tra tutore e studen- C) Il tutore aiuta l'apprendimento delle abilità relazio- te, pr ecedente al lor o rapporto formativo, su obiettivi nali in simulazione o in role playing , mediante l'assi - didattici, modalità di apprendimento e di insegna- stenza degli studenti nell'effettuazione sequenziale di mento, livelli di performance attesi; il contratto for ma- Med. Chir. 48, 2091-2093, 2010 Formazzione dei Tutori tivo deve pr evedere anche la verifica consensuale dei - la valutazione formativa dell'apprendimento clinico.
3) Corso di formazione del tutore per l'apprendimen- to delle abilità pratiche: Si può concludere dicendo che la didattica tutoriale - i tipi e le caratteristiche delle attività pratiche in r ela- costituisce un formidabile strumento di sintesi tra teoria zione al core curriculum; e pratica nella for mazione alla professione. - l'apprendimento delle abilità gestuali; - l'apprendimento delle abilità relazionali; Come formare i tutori
- le funzioni e l'uso delle "griglie" di osservazione e di Tutori non si nasce, né ci si improvvisa; va ovviamen- te incentivata la predisposizione naturale alla relazione - la valutazione "formativa" delle performance nelle tutoriale, e vanno anche individuate e favorite le atti- abilità pratiche.
tudini individuali a modalità particolari di tutorship. Ma la formazione dei tutori deve essere pensata e organiz- 4) Corso di for mazione del tutor e per il counselling zata con iniziative specifiche: si può per esempio pen- sare a una serie di minicorsi, ciascuno dedicato alla - il significato e i limiti del counselling personale; formazione degli aspiranti tutori in una delle dif ferenti - le caratteristiche della relazione interpersonale tra stu- metodologie di didattica tutoriale. dente e tutore (tutor o mentor); - utilità e uso dei "diari di bordo" e delle narrazioni; Un primo corso di formazione generale alla tutorship - utilità e uso del contratto for mativo; potrebbe considerare in successione: le caratteristiche - eser cizio del counselling personale per il migliora - operative del tutore come "facilitatore" dell'apprendi- mento dei risultati scolastici e per la cr escita della per- mento, l'essenza e l'utilizzazione degli obiettivi formati- sona (medical humanities).
vi specifici, le caratteristiche delle metodologie didatti - che nell'apprendimento tutoriale e la valutazione "for - A questo punto sor ge spontanea la domanda: come mativa" come strumento di apprendimento.
organizzare i corsi di formazione per i tutori? I corsi successivi potrebbero avere i seguenti con - Una risposta possibile è la seguente: a) la Confer enza dei Pr esidenti di Corso di Laur ea - eventualmente con la collaborazione della SIPeM – pre- 1) Corso di for mazione dei tutori per l'appr endimen- liminarmente pianifica ed er oga un corso r esidenziale to in piccolo gruppo: della durata di due-tr e giorni, rivolto a uno o due - l'apprendimento cooperativo; docenti per Corso di Laurea esperti di didattica ("forma- - le abilità di conduzione del piccolo gruppo; tori"); in tale corso vengono illustrati e sperimentati i - la facilitazione del conseguimento degli obiettivi for - metodi didattici necessari alla for mazione delle diverse tipologie di tutori; - la valutazione "formativa" tra pari; b) successivamente questi "for matori" or ganizzano ed - le differenze tra problem based learning, problem sol- erogano nella propria sede i corsi di formazione per le ving e decision making; tipologie di tutori localmente necessari; anche per que- - la supervisione e la valutazione della performance sto compito può essere eventualmente disponibile la consulenza a distanza di "esperti" della Conferenza dei 2) Corso di for mazione dei tutori clinici (clerkship): - l'ambiente clinico come luogo di apprendimento; In conclusione: la realizzazione di valide ADP rappre- - l'apprendimento dall'esperienza; senta una sfida alle Scuole di Medicina, essenziale nella - le caratteristiche delle fasi di briefing e debriefing; formazione dei nuovi medici; la for mazione dei tutori - le funzioni e le abilità del tutore clinico; appare come un prerequisito indispensabile all'efficacia - il ruolo della riflessione sull'esperienza; della didattica pr ofessionalizzante. Si pone quindi ine - - le relazioni tra tutore, studenti e pazienti nell'appren- ludibilmente una domanda: cosa possono e vogliono fare in proposito i nostri Corsi di Laur ea? Med. Chir. 48, 2091-2093, 2010 Conferenza Permanente dei CLM in Medicina e Chirur gia In tema di spiritualità della Medicina
Brevi riflessioni e una pr oposta

Giuseppe Familiari, Giuseppe Midiri, Luciano De Biase, Paolo Mar chetti (Roma Sapienza, II Facoltà) e Pietro Gallo (Roma Sapienza, I Facoltà) Cosa è la spiritualità della medicina?
ri rilevano che anche nelle Facoltà mediche inglesi si Scrive Sir Kennet Calman (2008): spirituality is nei- insegnano ar gomenti dedicati alla spiritualità, ma che ther a doctrine nor a set of practices, but r elates to the allo stesso tempo sarebbe auspicabile una maggiore integration or wholeness of people . La spiritualità lega attenzione su questi temi così importanti dell'agire tra lor o gli uomini, come scrive Gior gio Cosmacini medico (Neely and Midford, 2008).
(2007), tra libertà personale e tolleranza interpersonale, La consultazione di Pub Med, la banca dati scientifi - generata da un'elevata dignità dell'uomo e da un'este - ca attualmente più importante ed autorevole, alla paro- sa fraternità tra gli uomini.
la chiave " spirituality and health car e", fa veder e, ad Non è pr oprio nella relazione tra medico, pr ofessio- oggi, la sorpr endente pr esenza di cir ca 2400 articoli nista della salute e paziente, che la spiritualità, nei ter - scientifici sul tema, a testimonianza che l'ar gomento è mini sopra descritti, deve raggiungere i livelli più eleva- importante e molto sentito dalla comunità scientifica ti e sublimi? Deve, peraltr o, esser e notato che oggi, internazionale. E' un universo in cui si parla di tanti ancor più che in passato, il curare la malattia come affe- argomenti diversi, ed in cui colpisce particolar mente la zione dell'organismo (to cure e disease degli anglosas- maggioranza quasi schiacciante di articoli che riguarda- soni) non può pr escindere i n a lcun modo, anche se no l'agire del professionista della salute (soprattutto le purtroppo accade, dal pr endersi cura del malato, in scienze infermieristiche) rispetto all'agire del medico.
quanto portatore di una afflizione o di una soff erenza Evidenze inoppugnabili dimostrano che una forte personale (to care e illness degli anglosassoni).
alleanza terapeutica è deter minante, in quei pazienti La medicina odierna esige più che mai la compresen- affetti da patologie tumorali che si tr ovano nella lor o za di una spiritualità interumana essenziale e imprescin- fase ter minale della vita, per accompagnarli ad una dibile nell'agire d el m edico o d el p rofessionista della dignitosa accettazione del loro stato di gravità e dell'im- salute; senza di essa, sempre secondo Cosmacini minente morte (Mack et al., 2009). Un'altra inter essan- (2007), la medicina si dimezza e dimezzata perde la te ricer ca conclude che: positive r eligious coping in propria identità istituzionale di tèchne al servizio del - patients with advanced cancer is associated with receipt of intensive life-pr olonging medical car e near death Il paradigma della medicina moder na deve esser e (Pelphs et al., 2009). Anche in uno studio realizzato in quindi quello della solidarietà, in un setting del tutto collaborazione tra la II Facoltà di Medicina e Chirur gia particolare, dove il metodo scientifico, la tecnologia della Sapienza e l'IDI-IRCCS emer d'avanguardia e l'evidenza scientifica debbono senza pazienti oncologici attribuisce al benessere spirituale e dubbio rappresentare l'irrinunciabile base per curare la alla r eligione un ruolo fondamentale per aff rontare l a malattia, ma esser e anche cor ollario importante del malattia e dunque per superar e ansia e depr essione.
doversi far carico della cura e della sofferenza persona- Anche da questo studio si evidenzia quindi la necessi - le dei pazienti. Il medico non può quindi esser tà di integrar e nella cura del malato oncologico una "fornitore d i alta tecnologia", ma deve far e suo quel maggiore attenzione sia al disagio psicologico che al rapporto di piena spiritualità con il pr oprio paziente, benessere spirituale (Marchetti e Scoppola, 2009).
senza intermediazioni, ma in collaborazione con le altre Sir Kenneth Calman (2008) scrive che figure professionali che, oggi, cr eano il gruppo inter - aspects are relevant and may be important in healing; professionale che ha in cura la nostra salute.
La spiritualità è cosa diversa dalla sacralità?
La spiritualità è, senza dubbio, cosa diversa dalla sacralità. Mentre quest'ultima attiene alla sfera del divi - no, la prima appartiene alla sfera dell'umano, pur senza preclusione di ogni altra possibile sfera. Come scrive Cosmacini (2007), non è da escluder e, infatti, che la sacralità depositata nella fede di un medico o di un pro- fessionista della salute possa giustapporsi alla spiritua - lità peculiare della propria professione. Questa spiritua- lità può esser e pertanto consacrata, ma sar ebbe atto grave la sua dissacrazione, anche se la cronaca quoti- diana ci avvisa inesorabilmente che spesso ciò accade nella realtà, con il racconto di storie di cupa e sconso - lante tristezza. La spiritualità si può insegnar e?
I dati della letteratura indicano, ad esempio, che nel 75% delle Scuole di Medicina statunitensi questi ar go- menti sono trattati (Pulchalski, 2006), mentre altri auto- Med. Chir. 48, 2094-2096, 2010 Spiritualità della Medicina this does not negate the need for a pr oper understan- loro, non solo di af finare l e capacità ed acquisir e i ding of illness and disease . The links between spiritua- mezzi corretti ed innovativi del ragionamento clinico, lity, ethical issues and the humanities in medicine ar e ma di affrontare temi attinenti alla interdisciplinarietà e close, . although, like ethics, spirituality could be cove- alla interprofessionalità, alla economia sanitaria, alla red in a discr ete section of the curriculum. However , if professionalità del medico, alla responsabilità sociale is not integrated into clinical teaching thr oughout the del medico, alla prospettiva sociale e di genere, ai rap- curriculum, it will be seen as a short term issue and will porti con le cosiddette medicine complementari ed come to represent only a box that has to be ticked . alternative, alla prevenzione, all'educazione del pazien- Queste parole rappresentano un pressante invito ad te cronico, alle patologie da dipendenza e alle cure pal- insegnare e d a praticare queste tematiche importanti liative per i malati terminali. nei corsi di medicina con maggiore sistematicità di Alla graduale acquisizione del metodo è quindi quanto si faccia oggi in alcuni paesi. Un'altra indicazio- affiancata la for mazione umanistica degli studenti. Essi ne che emer ge da queste brevi osservazioni è quella possono in tal modo cr escere dal punto di vista scien - che deve far intendere la spiritualità dell'agire medico tifico e sviluppare parimenti una maggiore sensibilità non limitata a quelle fasi particolari della vita dei nostri alle problematiche etiche e socio-economiche, che con- pazienti, ma come caposaldo che sia in grado di guida- senta di interagire con il paziente nella sua interezza di re i nostri futuri medici in tutte le occasioni del lor uomo ammalato, secondo la concezione della agire quotidiano.
person medicine. In questo modo si risponde alla cr e- scente esigenza di un riavvicinamento della figura del Un possibile esempio applicativo alla Sapienza,
medico a quella dell'uomo malato, sempr e più allonta- Università di Roma
nati da una pratica medica univocamente tecnologica.
Nelle nostre due Facoltà di Medicina e Chirurgia della In quest'ambito, si è cercato di utilizzare anche la cosid- Sapienza, dal 1999, si cerca di dare applicazione a que- detta medicina narrativa, unitamente a griglie di rifles - ste esigenze inder ogabili con un corso di laur ea che sione, e la tecnica del gioco di ruolo come strumenti prevede il profilo biomedico-psico-sociale. Fulcri meto- importanti nell'acquisizione di una competenza emoti - dologici importanti sono l'integrazione verticale delle va e professionale vera da parte dello studente.
scienze di base con le scienze cliniche, la presenza del All'interno di questo corso sono integrati quegli argo- corso longitudinale di Metodologia Medico-Scientifica e menti, in forma di attività seminariali, tutoriali, esperen- Scienze Umane (Familiari et al, 2001, 2006, 2008; ziali, con l'uso della metodologia del portfolio, più atti- Snelgrove et al., 2009), l'esempio dell'agire quotidiano nenti alla spiritualità e relativi agli aspetti della trascen- nelle attività di tipo clinico-tutoriale e nell'early clinical denza come l' ark wing wellness model exposure (Familiari et al., 2009a, b).
McCall, 2005), e le tematiche indicate da Cosmacini (2009) relative all' etica dell'ascolto (il senso di viver e Il corso longitudinale di del malato, l'ascolto della voce della propria coscienza), Scientifica e Scienze Umane accompagna lo studente all'etica del silenzio (l'ascolto assorto e silenzioso) e l'eti- lungo l'intero percorso formativo (I-VI anno). A tutti è ca della durata (l'aver cura, il far visita, senza scadenza, nota l'importanza del metodo in medicina, sia per con la regola aurea del tempo necessario). Parte impor - quanto riguarda la conoscenza della metodologia medi- tante di tale per corso è anche la pr ecoce intr oduzione ca e delle sue regole secondo i principi della medicina delle materie cliniche (early clinical exposure) durante il basata sulle evidenze, sia per la metodologia clinica primo biennio di corso (Familiari et al, 2009a, b). applicata al singolo malato. Questo corso integrato orienta subito gli studenti verso una formazione umani- Il nostro programma di early clinical exposur e è stica, che li accompagnerà nel processo formativo costituito da un primo modulo (I anno, I semestr scientifico-professionale. Questa formazione consentirà dedicato alle abilità comunicative medico-paziente- infermiere. Durante questo modulo gli studenti speri- mentano la fr equenza nei Reparti clinici universitari e hanno il primo contatto studente-paziente, gestito dalla guida di un tutor , e vengono formati alla anamnesi di tipo psico-sociale. Recentemente è stato inoltre aggiun- to un modulo di Medicina generale nel territorio, con - dotto in collaborazione con i Medici di Medicina Un secondo modulo (II anno, I semestr e) è dedicato agli elementi di metodologia clinica e ai principi della Evidence Based Medicine . Gli studenti acquisiscono le basi metodologiche della medicina apprendendo le manovre di primo soccorso (BLS), usando skill-labs. Gli studenti appr ezzano in modo chiar o questo tipo di appr occio clinico pr ecoce, per cependolo come importante strumento didattico e cognitivo (Familiari et al., 2009a).
L'esperienza e l'analisi derivante da dieci anni di applicazione ci induce a ritener e che tale tipo di or ga- nizzazione sia in grado, per sé, di for nire agli studenti una maggiore sensibilità verso il sociale, l'analisi delle Med. Chir. 48, 2094-2096, 2010 Giuseppe Familiari et Al. proprie attitudini, le attitudini allo studio e alle abilità pleto di chi ha riposto in noi quella fiducia che non pratiche, orientando il curriculum di medicina in dir e- può essere disattesa o ancor peggio irrisa.
zione delle reali esigenze della società (Familiari et al., Deve sempre essere ricordato che la fiducia in noi dei 2008; Familiari et al., 2009a; Snelgr ove et al., 2009).
nostri "pazienti" è nella speranza, quando si è malati e sofferenti, di poter guarir e, o di poter solo viver e nel- Una br eve conclusione ed una pr oposta: attivar e
l'aiuto e nella solidarietà, con una carezza, e di rifuggi- un dibattito nazionale
re la disperazione dell'abbandono e della solitudine.
Questo breve scritto deve essere interpretato come la base per attivare una riflessione/dibattito utile ad implementare nei curricula di medicina e chirurgia ita- liani quegli aspetti legati alla spiritualità della medicina.
L'organizzazione didattica sinteticamente illustrata 1) Calman K. Spirituality and medical education. Medical Education42: 123-124, 2008.
può rappr esentare l a piattaforma da cui form are più 2) Cosmacini G. La Religiosità della medicina dall'antichità a oggi. efficacemente i nostri futuri medici su questo aspetto Editori Laterza, 2007.
fondamentale della professione che dovranno svolgere.
3) Cosmacini G. Religio medici. In: Prima lezione di medicina (G.
E' facile comunque osservar e come su tali aspetti così Cosmacini) pp.101-106. Editori Laterza, 2009.
delicati della pr ofessione sia molto importante l'esem - 4) Familiari G, Falaschi P , Vecchione A. La nuova laurea specialisticain Medicina e Chirurgia e la formazione di un medico con una cultu - pio del comportamento quotidiano del docente, al pari ra bio-medico-psico-sociale. Med Chir 16: 591-596, 2001.
della pianificazione dei diversi ar gomenti correlati al 5) Familiari G, Falaschi P , Zipar o V . L'organizzazione didattica del "comportamento" che pur rappresenta la base forte per corso di laur ea magistrale in medicina e chirur la razionalizzazione di "modi di esser e" che debbono Sapienza", II Facoltà. Med Chir 32: 1291-1293, 2006.
essere gradualmente interiorizzati dallo studente per 6) Familiari G, Midiri G, Falaschi P , Relucenti M, Heyn R, Benvenuto palinsesti successivi e di crescente complessità. R, Tarsitani G and Zipar o V. Outcomes of a fully integrated scientific/clinical methodology and medical humanities course in an Scrive Gordon (2008) in un editoriale: Medical huma- Italian medical undergraduate curriculum. Congress of the Association nities education and research both require us to exami- for Medical Education in Eur ope (AMEE) - Prague, Czech Republic, ne the state of the heart . Non è or mai più concepibile, come ben conosciuto a molti, che gli studenti che ini - 7) Familiari G, Midiri G, Falaschi P , Relucenti M, Heyn R, Benvenuto ziano il lor o percorso formativo pieni di idealismo ed R, Carini L, Nati G, Grasso G, Tarsitani G and Ziparo V. Early clinicalexposure i n the medical under graduate curriculum at Sapienza altruismo, divengano, nell'ultimo anno di corso, meno University of Rome: ten years experienced model. Congress of the empatici e molto cinici (Satterwhite et al., 2000).
Association for Medical Education in Europe (AMEE) - Malaga, Spain, I passi moderni dell'etica e della bioetica, i pr ogressi della deontologia e, come è scritto nella letteratura 8) Familiari G, Nati G, Zipar o V, Padula S, Aggazzotti G. Early patient anglosassone, anche quanto prescritto dal galateo e contact nel curriculum di medicina. Esperienze a confronto. Med Chir dalla buona educazione, possono e debbono guidar ci 46: 1982-1987, 2009b.
9) Gordon JJ. Medical humanities: state of the heart. Med Educ 42: nel nostro agire quotidiano e nel nostr o rapporto con gli studenti. A nostr o avviso, il contributo sempr e più 10) Mack JW, Block SD, Nilsson M, Wright A, Trice E, Friedlander R, decisivo che le Scienze Umane offrono alla formazione Paulk E, Prigerson HG. Measuring terapeutic alliance between onco - del medico e del pr ofessionista della salute dovr ebbe logists and patients with advanced cancer: the human connection portare ad una riflessione sistematica sulla scale. Cancer 115: 3302-3311, 2009.
docente. Prima di insegnar e agli studenti a sviluppar e 11) Mar chetti P, Scoppola A. Il Benesser e nel paziente oncologico.
Roma, 3 Dicembre 2009.
corrette regole di relazione con il paziente e con gli altri 12) Neely D, Minford EJ. Curr ent status of teaching on spirituality in professionisti, a dosare in modo equilibrato empatia e UK medical schools. Med Educ 42: 176-182, 2008.
distacco professionale, a dare loro le norme del codice 13) Pelletier AL, McCall JW. A modular curriculum for integratine spi - deontologico della pr ofessione, i docenti della Facoltà ritualità and health care . New Directions for teaching and lear ning, n di Medicina dovr ebbero confrontarsi sul modello che 104, Wiley periodicals, pp. 51-58, 2005 .
14) Phelps AC, Maciejewski PK, Nilsson M, Balboni T A, Wright AA, essi inevitabilmente off rono agli studenti e darsi un Paulk ME, T rice E, Schrag D, Peteet JR, Block SD, Prigerson HG.
proprio e peculiare codice etico.
Religious coping and use of intensive life-prolonging care near death Deve esser e chiar o, sia per i Docenti che per gli in patients with advanced cancer. JAMA 301: 1140-1147, 2009.
Studenti, che la riflessione interiore con l a p ropria 15) Pulchalski CM. Spirituality and medicine: curricula in medical edu- coscienza morale ed il confr onto con la spiritualità cation. J Cancer Educ 21: 14-18, 2006 .
intrinseca della medicina, insieme all'etica della dignità, 16) Satterwhite R, Satterwhite W , Enarson C. An ethical paradox: theeffect of unethical conduct on medical students' values. J Med Ethics della tolleranza e della solidarietà, debbono rappresen- 26: 462-465, 2000.
tare quel bagaglio irrinunciabile da portare con sé sem- 17) Snelgrowe H, Familiari G, Gallo P, Gaudio E, Lenzi A, Zipar o V, pre e da non dimenti care in nessun giorno, nessuna Frati L. The challenge of reform: 10 years of curricula change in Italian ora, nessun secondo del nostr o essere al servizio com- medical schools. Med Teach 31: 1047-1055, 2009.
Med. Chir. 48, 2094-2096, 2010 Conferenza Permanente delle Classi di Laur ea delle Professioni Sanitarie Modelli di gestione dei laboratori pr ofessionalizzanti
Alvisa Palese (Udine), Luisa Saiani (Verona) A partire dal 1999, con il Decr eto Ministeriale 509/99, discussione di casi clinici, i docenti di discipline pr ofes- molti Corsi di Laur ea delle Classi delle Pr sionalizzanti in laboratorio presentavano materiali e il Sanitarie hanno sperimentato i laboratori, che con il loro uso o sequenze di tecniche operative. In altri casi, il nuovo Decreto Inter ministeriale del 19 febbraio 2009, laboratorio veniva utilizzato per compensare la riduzione pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2009 delle ore di didattica: alcuni docenti di Anatomia effettua- n.119, richiedono una sostanziale riprogettazione. Sino ad vano le r otazioni degli studenti pr esso i laboratori di oggi, la situazione era molto variegata, sia tra i Corsi di Anatomia. Questo modello, utilizzato ancora in molti Laurea d i uno stesso pr ofilo, sia all'inter no delle Classi.
Corsi di Laure a, responsabilizzava fortemente i docenti Numerosi Corsi di Laurea gestivano molte tappe del pro- alla progettazione e gestione dei laboratori. Tuttavia, cesso formativo attraverso laboratori, eser citazioni, simu- soprattutto per i docenti a contratto, questa parte non lazioni, (anche la terminologia utilizzata per definire que- costituiva una componente della pr opria docenza, non ste modalità formative è disomogenea) offrendo agli stu- era inclusa nei bandi ed era quindi pr ogettata e gestita denti numer ose occasioni di apprendimento in contesti sostanzialmente nel tempo liber o. Inoltre, alcuni docenti simulati, spesso anche come espressione della filosofia certificavano l'attività di laboratorio solo come frequenza, pedagogica del corso; altri Corsi di laur ea non avevano altri invece sommavano la valutazione del laboratorio alle previsto una esplicita componente dedicata ai laboratori altre ottenute dallo studente nel Corso Integrato; altri perché ritenevano che ciascun docente, nell'ambito dei docenti, infine, non certificavano la frequenza e/o le abi- CFU/ore attribuiti/e, avesse facoltà di dedicare una parte lità/conoscenze acquisite. Spesso, per poter r ealizzare alla didattica frontale ed una ai laboratori in relazione ai questo modello, i corsi di laur ea attingevano ai 6 Cr editi contenuti ed alle finalità perseguite. Altri Corsi, ancora, formativi previsti per le ‘Altre attività'. avevano stratificato le docenze diff erenziando quelle ad elevato contenuto pratico da quelle ad elevato contenuto 2. Modello di apprendimento pre-clinico a supporto del teorico: alle prime (ad esempio docenza MED/47, tirocinio gestito dai tutor. MED/45, MED/48…) dedicavano una parte obbligatoria Il secondo modello pr obabilmente più diff uso t ra i di laboratorio (ad esempio, su 15 ore, 5 dovevano essere Corsi di Laurea, costituiva una sorta di territorio di mezzo dedicate al laboratorio e 10 alla didattica d'aula). Altri tra la didattica fr ontale (curata dai docenti) e il tir ocinio Corsi di laurea ancora avevano invece elaborato modelli (presidiata dai tutor e dai coordinatori delle attività forma- sofisticati distinguendo all'interno del CFU la quota parte tive professionalizzanti). Anche in questo caso, tuttavia, la da dedicare a ciascuna strategia didattica: se 30 (per infer- componente curricolare era sostanzialmente invisibile, mieristica ed ostetricia) o 25 (per le altr e classi) sono le non appr ovata dagli or gani collegiali e per questo non ore di apprendimento atteso per ciascun CFU, 4 doveva - formalizzata: per poterla ef fettuare, s i attingeva alle or e no essere dedicate alla didattica d'aula, 4 al laboratorio, 4 previste per il Tirocinio o per le ‘Altre' attività. Il modello allo studio individuale e 18 al tir ocinio. Questa prima era sperimentato soprattutto nei contesti caratterizzati da introduzione, per affermare che sul tema dei laboratori da una diffusa ed importante cultura tutoriale di accompa - molti anni la Conferenza Permanente dei Corsi di Laurea gnamento dello studente nella complessità del tirocinio. I delle Pr ofessioni Sanitarie sta riflettendo e che esistono Coordinatori della attività for mative professionalizzanti e sperimentazioni anche molto avanzate sul territorio i tutor erano r esponsabili della pr ogettazione e gestione nazionale; di fatto, il Decreto Interministeriale che ricono- (pre-clinica) dei laboratori che perseguivano obiettivi sce formalmente questa attività didattica, offre l'occasione per una importante riprogettazione dei laboratori profes- a) compensare i tirocini non sempre soddisfacenti nel raggiungimento di alcune competenze specifiche per ché Uno sguardo ai modelli sperimentati
troppo br evi o per chè la casistica a cui poteva esser esposto lo studente era molto limitata; Le esperienze maturate dai Corsi di laur ea negli ultimi b) realizzare la propria visione etica e di attenzione alla anni sulla progettazione e gestione dei laboratori profes- sicurezza: si tratta dei Corsi di laur ea in cui gli studenti sionali sono riconducibili sostanzialmente a tre modelli non potevano e non possono sperimentar e le tecniche (anche invasive) sui pazienti se non dopo averle speri - mentate in laboratorio; 1. Modello a supporto della didattica frontale gestito dai c) allenar e gli studenti a pr oteggersi dai rischi (ad esempio, frequentando un laboratorio dedicato all'uso Alcuni Corsi di Laur ea hanno integrato fortemente i dei Dispositivi di Protezione Individuale). laboratori/esercitazioni (si mantiene il ter mine eser cita- Anche questo modello present ava alcune problemati- zione, pur consapevoli che il Decreto ultimo parla esclu- che nella certificazione: mo lto spesso, infatti, prevedeva sivamente di laboratori, perché nei Regolamenti Didattici una valutazione dei pre requisiti attesi per accedere al di molti Atenei il concetto laboratorio non era contempla- laboratorio piuttosto che una valutazione della to e spesso la traduzione interna ai Corsi di Laur ea era mance raggiunta dallo studente nel laboratorio. Per esercitazione), con l'attività didat tica d'aula, prevedendo esempio, nel laboratorio infer mieristico sulla gestione una sorta di estensione dell'impegno dei docenti verso degli accessi venosi periferici, venivano valutati i pre re- l'attività applicativa. Il docente di Bioetica, ad esempio, quisiti teorici (‘quali sono le vene raccomandate per l'in - utilizzava il laboratorio per poter esporr e gli studenti alla nesto del catetere') e non la performance raggiunta a fine Med. Chir. 48, 2097-2099, 2010 Alvisa Palese, Luisa Saiani laboratorio nel posizionamento dell'accesso vascolare.
teoria e di tirocinio: prevede, infatti, per ciascun Corso di Spesso questo modello intermedio tra attività didattica e Laurea delle Classi delle Pr ofessioni Sanitarie, almeno 3 di tirocinio, costituiva anche un criterio di accesso per gli CFU da dedicare ai laboratori professionali dello specifi- studenti alla clinica. co SSD del pr ofilo. Tale Decreto, declina di fatto la fina - lità di tali laboratori che dovrebbero avere elevato conte- 3. Modello intra-clinico o post clinico a gestione pr eva- nuto professionalizzante e pertinente al settore scientifico lente dello studente. disciplinare attinente al profilo, denominandoli Laboratori Un terzo modello peraltr o meno fr equente, prevedeva Professionali. Se da una parte introduce una terza dimen- laboratori/esercitazioni all'interno o dopo la clinica (tiroci- sione curricolare (oltre a quella appunto della didattica e nio). Questa tipologia è di fatto anomala perché di norma di tirocinio) che diventa visibile, e sarà costituita da un il laboratorio dovrebbe pr ecedere e n on intervenire definito carico di appr endimento da integrare nella car- durante o addirittura dopo l'esperienza di tirocinio.
riera dello studente, dall' altra sembra r esponsabilizzare esplicitamente i T utor/coordinatori delle Attività profes- Tuttavia, riguardava gli studenti che avevano difficoltà sionalizzanti e i Docenti dell'area professionale che se ne pratiche, che non si erano confr ontati con una casistica dovrebbero occupare. Inoltre, standardizza la quantità di sufficiente durante il tir ocinio (ad esempio BLSD), oppu - CFU e quindi la quantità di impegno da dedicare ai labo- re che desideravano compensare alcune carenze prima di ratori a livello nazionale e tra le professioni rimuovendo affrontare l'esame annuale di tir ocinio (OSCE). Si tratta il problema della variabilità tra corsi e tra professioni: sino pertanto di modalità prevalentemente compensative gesti- ad ora, infatti, ogni Corso di Laurea p rogrammava il te dagli studenti su stimolo dei tutor clinici e/o didattici.
tempo da dedicare ai laboratori in base alla risorse, agli spazi ed alla pr opria filosofia pedagogica, tanto da far I ‘nuovi' laboratori professionalizzanti
emergere realtà in cui per mancanza di risorse i laborato- Il Decreto Interministeriale (DI) del febbraio 2009 legit- ri non venivano effettuati ed altr e realtà che invece pr e- tima un'attività didattica nuova oltre a quella classica della vedevano addirittura 120/150 or e nel tentativo di com - Denominazioni
• Skill Lab/Practical room
• Clinical laboratory
• Clinical self study laboratory
• Nursing, Physiotherapist, Midwifery, Occupational Therapist - Skill laboratory
• In the Classroom Skill Laboratory
• Beyond the Classroom
Effetti positivi
• Riducono l'impatto emotivo: gli studenti possono pr ovarsi in laboratorio su una competenza complessa della pra -
tica prima di agirla direttamente sul paziente;
• assicurano l'apprendimento in un ambiente pr otetto/simulato garantendo di fatto sicurezza/eticità sia verso il
paziente che verso lo studente;
• supportano lo sviluppo delle conoscenze pr ocedurali: lo studente apprende la pr ocedura prima che questa sia
applicata nel contesto r eale dove dovrà pr esidiare aspetti molto più complessi (come ad esempio l'interazione con
l'utente);
• rinforzano la confidenza degli studenti nella pr opria performance;
• riducono gli effetti negativi dei tirocini brevi perchè mettono lo studente nella condizione di apprende molti aspet-
ti prima di confrontarsi con la realtà che offre casistica limitata o in cui rimarranno poco tempo;
• offrono l'opportunità di realizzare la supervisione tra pari/autovalutazione: se gli studenti sono guidati, possono
imparare ad offrire e ricevere un feedback reciproco.
Effetti negativi
• Possono deter minare noia/demotivazione tra gli studenti degli anni finali: quando le attività di laboratorio sono
proposte a studenti del terzo o quarto anno che hanno sviluppato molte competenze, la lor o tenuta è inferiore per-
ché non riescono a ripr odurre la complessità a cui gli studenti sono allenati;
• hanno uno scarsissimo effetto se è presente un elevato numero di studenti: ottimale sarebbero 10 studenti (nel rap-
porto di un Tutor a dieci studenti); tuttavia, questo dipende anche dall'obiettivo del laboratorio. Per alcune realtà que-
sti standard sono difficili da garantire considerata la quantità di studenti;
• ricadute negative quando basati su un setting a scarso realismo: quando le risorse a supporto sono limitate (ad
esempio, manichini poco verosimili, supporti tecnologici limitati, e così via) anche l'efficacia è compromessa. La capa-
cità dei laboratori di rappresentare e sostituire il contesto reale deve essere elevata.
Tab. 1 - Denominazione dei laboratori in letteratura, effetti positivi e negativi. Med. Chir. 48, 2097-2099, 2010 pensare le carenze di opportunità formative dei servizi.
2) una seconda riflessione andrà condotta sul peso ora- I Coordinatori e i Tutor conoscono molto bene l'eleva- e, considerato che il Decr to impegno anche amministrativo delle attività didattiche: Interministeriale non for nisce particolari indicazioni: se i per questo, è necessario rivisitare i modelli gestionali dei laboratori sono pensati come prossimi al tirocinio, 1 CFU laboratori ma ipotizzare anche soluzioni r esponsabiliz- di laboratorio dovr ebbe valer e 25 ore e quindi ciascun zanti, gestibili (anche per elevati numeri di studenti) e studente dovrebbe effettuare, secondo questa interpreta- soprattutto efficaci. zione, 75 or e di laboratorio nel triennio (90 per gli stu - denti della prima classe); se invece i laboratori sono pen- Un'attenzione sulla ef ficacia documentata dei labo-
sati come prossimi all'attività didattica dovr emmo assu - mere gli stessi criteri di valorizzazione della didattica fron- In un momento di cambiamento come quello che stia - tale e quindi 1 CFU di laboratorio dovr ebbe valere = 15 mo per affrontare, oltre ad una sistematica riflessione su ore (per la prima classe di laur ea). Analogo eser cizio ciò che abbiamo appreso dai laboratori così come sino ad potrebbe essere fatto per le altr e classi (1 CFU 25 or e = ora gestiti, dovremmo aprire uno sguardo anche alle evi- 12,5 di laboratorio) assicurando sempre il 50% di studio denze disponibili. Numer osi articoli (vedi individuale come previsto dal DI per le attività didattiche; hanno messo a fuoco le evidenze che supportano l'utili - 3) una terza riflessione impone una messa a fuoco delle tà dei laboratori ma anche la lor o scarsa efficacia soprat- responsabilità: spesso questa attività, infatti, non veniva tutto quando non pr ogettati e gestiti adeguatamente e affidata for malmente ad alcuno. Il DI sembra stimolare coinvolgendo un numero elevato di studenti. Le termino- addirittura una messa a bando (come per le docenze) logie che adottano gli altri Paesi soprattutto quelli eur o- attribuendo un incarico formale a coloro che progetteran- pei a cui siamo chiamati ad uniform arci per facilitar e la no, gestiranno e valuteranno i laboratori; libera cir colazione degli studenti/professionisti, sono e) porre il tema delle risorse. La letteratura evidenzia molto diverse (Tab. 1): spesso sono denominati laborato- l'efficacia dei laboratori su piccoli gruppi di studenti.
ri di skill pratiche anche se quando in Italia ci si riferisce Laboratori con 20 o 25 studenti rischiamo di riprodurre la ai laboratori pr ofessionali, non necessariamente il riferi - didattica fr ontale. Quali sono le effe ttive possibilità di mento è verso l'acquisizione di abilità tecnico-pratiche; rotazione degli studenti nelle grandi sedi? Inoltre altri autori fanno riferimento alle aule per l'apprendimen- laboratorio professionale è efficace se riesce a riproporre to simulato pratico, differenziando i laboratori delle diver- un ambiente molto simile a quello reale: alcuni corsi di se professioni (per esempio quelle per fisioterapisti da laurea avrebbero bisogno di laboratori ad altissima tec- quelle degli infermieri).
nologia (ad esempio, CdL per i T ecnici Sanitari di Radiologia Medica). Alcune sedi Verso la ripr ogettazione dei laboratori: alcune que-
immaginare laboratori di ‘campus' pr ogettando labora- stioni da affrontare
tori ad elevata integrazione tra le lauree sanitarie anche Ciascun Corso di Laurea sarà chiamato a elaborar e e/o a per realizzare economie di scala; altre ancora, potre b- ripensare a i laboratori come una terza entità oltr e alla bero sviluppare laboratori ad elevata integrazione con didattica d'aula e al tirocinio: per questo lavor o di ripro- gli ospedali di riferimento int egrandosi con quelli già gettazione, le questioni più immediate da affrontare sono disponibili nei centri di for mazione continua. Su questo a) definire la loro collocazione e disciplina sia nell'or - punto, i protocolli di intesa Regione-Università potranno dinamento che nel r egolamento didattico di corso. I costituire un punto di riferimento importante.
Consigli dei Corsi di Laur ea delle Pr ofessioni Sanitarie dovranno deliberar ne l'attività integrandola nei piani di studio, identificando i laboratori core del triennio, appro- 1) Borneauf AM, Haigh C. The who and where of clinical skills teaching: vando il set dei laboratori decisi, e riflettendo sul lor a review from the UK perspective. Nurse Educ T oday 2009 ruolo di sbarramento (verso il tirocinio se lo studente non 2) Fitzgerald LM, Delitto A, Irrgang JJ Validation of the clinical internship ha effettuato il laboratorio, e/o verso l'anno successivo se evaluation tool. Phys Ther. 2007 Jul;87(7):844- Hombloe ES. Faculty and lo studente non ha superato i laboratori). Questo ultimo observation of trainees' clinical skills: pr oblems and opportunities. Acad aspetto pone il pr oblema della certificazione: se dovrà Med. 2004Jan;79(1) essere basata solo sulla fr equenza o anche sulle perfor- 3) Keetsemang S, Mugarurwa J, Shahidi T et al. Student evaluation of a clinical self study laboratory. Nurse Educ in Practice 2008 (8); 359-367.
mance raggiunte. Dovranno anche esser e pensate le calendarizzazioni delle attività di laboratorio, un aspetto 4) Jensen GM, Gwyer J, Katerine F .Shepard and Laurita M.Hack. Expert Practice in Phisical Therapy Phys Ther 2000 Jan;80(1):28-43; più semplice per i corsi di laur ea con numeri ridotti ma 5) Jette Diane U, Portney L G Construct V alidation of a Model for molto complesso nei corsi con una quantità di studenti Professional Behavior in Physical Therapist Students. Phys Ther 2003 b) definire il modello di riferimento e il contributo della 6) Maggie N. Learning clinical skills: the r eturn o f the practical r oom? comunità dei docenti: Nurse Educ. Today 1998(18); 427-428.
1) una prima riflessione andrà condotta sulle compe - 7) McCallum J. The debate in favour of using simulation education in tenze core da sviluppare attraverso i laboratori professio- pre-registration adlt nursing. Nurse Educ Today 2007 (27); 825-831.
nali in ciascun Corso di Laur ea ma anche sulla lor o affe- 8) Welard SJ, Solvoll BA, Heggen KM. Picture of Norwegian clinical lear- renza. Molte attività di laboratorio, infatti, sono proposte ning laboratories for under graduate nursing students. Nurse Educ in Practice 2009 (9); 228-235.
dai docenti anche non appartenenti al pr ofilo professio- nale. V a definito pertanto dove ricomprendere queste 9) Wolley NN, Jarvis Y. Situated cognition and cognitive appr enticeship: a model for teaching and learning clinical skills in a technologically rich ultime per non sacrificarle o marginalizzarle.
and authentic learning environment. Nurse Educ Today 2007 (2); 73-79.
Med. Chir. 48, 2097-2099, 2010 Consiglio Universitario Nazionale Notizie dal CUN
a cura di Fabio Naro Con il nuovo anno l'attività del Consiglio aveva più volte richiamato l'attenzione della politica Universitario Nazionale (CUN) è iniziata con la pr e- sull'inderogabile necessità di avere un nuovo eserci- disposizione di un par ere generale di notevole zio di valutazione che continui l'opera intrapresa. Sul importanza sul DDL A.S. n. 1905 presentato dal versante della valutazione dei singoli docenti sono governo per la riforma del sistema universitario ita - stati compiuti importanti progressi sia identificando i liano. Nell'analisi che il CUN ha fatto della pr oposta criteri di scientificità richiesti dal l'art. 3-ter comma 2 legislativa si è appr ezzato "che il Ministr o abbia del D.L. 10 novembre 2008 n. 180, convertito dalla L.
assunto un'iniziativa di intervento sul gover no del- 9 gennaio 2009 n.1, sia for nendo diversi par eri su l'intero sistema, finalizzata a superare la separazione come costituir e l'Anagrafe Nazionale dei pr ofessori fra didattica e ricer ca e gli eccessi di frammentazio - ordinari, associati e dei ricercatori. Con questi pare- ne istituzionale, derivanti dalla pletorica sovrapposi - ri il CUN dà il pr oprio contributo affinché il sistema zione di funzioni e competenze tra Facoltà, universitario giunga ad una piena maturità per quan- Dipartimenti, Corsi di laurea e relativi organismi to riguarda la sua valutazione.
gestionali. T ali obiettivi sono, infatti, condivisi dal - Sul versante più direttamente connesso ai Corsi di l'intera comunità accademica, sensibile alle esigenze Laurea Magistrale in Medicina, l'opera del Consiglio di semplificazione e trasparenza del sistema univer - ha riguardato l'esame degli ordinamenti dei corsi di sitario. Il CUN ritiene inoltr e positivo che il laurea i n trasformazione secondo i criteri del Parlamento sia stato finalmente e pienamente coin - Decreto 22 ottobre 2004, n.270. Infatti anche gli ulti- volto nel dibattito sulla rifor ma dell'Università ed mi corsi di laur ea in medicina che erano rimasti auspica che, dopo un approfondimento che coinvol- inclusi nell'ordinamento che si basava sul ga tutte le forze politiche e sociali, si arrivi ad una D.M.509/99 sono stati modificati per rispondere al approvazione il più possibile condivisa del provve- nuovo dettato legislativo. È stato così concluso un dimento". Nella redazione del documento è stato iter che aveva preso l'avvio tre anni fa. fatto un notevole sforzo per aff rontare, in un'ottica Tutta l'offerta formativa degli atenei italiani è stata profondamente costruttiva, tutti i punti del comples - quindi ristrutturata secondo i principi sanciti dallariforma che si spera ponga rimedio anche alle criti - so dispositivo legislativo anche se, come evidenzia - cità emerse con l'applicazione della riforma del D.M.
to nel par ere, rimane il pr oblema di un impianto 509/99 come l'eccessiva frammentazione dei corsi di eccessivamente centralistico del provvedimento. laurea e l'eccessiva distanza dal mondo del lavoro.
Un altro tema che ha impegnato fortemente il CUN Proprio riguardo all'attuazione di tale rifor ma è da in questi (ultimi) mesi è stato quello dei criteri per la ricordare i l p arere reso dal CUN che, rispetto agli valutazione dell'attività scientifica degli atenei e dei ulteriori interventi per la razionalizzazione e qualifi - singoli docenti. Per quanto riguarda il primo aspetto cazione dell'offerta for mativa nella pr ospettiva del - è da segnalare il parere reso dal Consiglio sull'avvio l'accreditamento dei corsi di studio previsti nella del Piano Quinquennale di Valutazione della Ricerca nota 160, evidenzia la peculiarità dei corsi di Laur ea (VQPR). Il nuovo esercizio del Comitato di Indirizzo in Medicina e Chirur gia recependo integralmente la della Valutazione della Ricer ca è stato fer mamente mozione della Confer enza dei Presidi e dei voluto dal Consiglio che, negli anni precedenti, Presidenti del CLM. Med. Chir. 48, 2100, 2010 Conferenza Permanente dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirur gia Mozione per le Scuole di Specializzazione
a cura di Eugenio Gaudio La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirur gia, riunitasi in Roma il 18.03.2010, rilevato che le norme vigenti (D.M. 1 Agosto 2005) attribuiscono alle Facoltà il coordinamento, la vigilanza e la responsabilità del funzionamento delle Scuole, cosicchè appare paradossale che i par eri della Conferenza dei Presidi non vengano tenuti nel dovuto conto; richiamato il documento, approvato all'unanimità dalla Conferenza, il quale recepiva le proposte di accorpa- mento formulate dalle Facoltà mediche italiane al fine di favorir e e realizzare il processo di razionalizzazione della offerta formativa specialistica; tenuto conto che tale documento, portato in discussione dal Presidente al T avolo interministeriale del 9 gen- naio 2010, all'unanimità veniva r ecepito come base per la formulazione del DM in via di emanazione; rilevato che nella for mulazione definitiva del Decr eto la or ganizzazione risultante teneva solo parzialmente conto di quanto proposto dal Documento della Confer enza; preso atto delle numerose segnalazioni di disagio pervenute dalle Facoltà di Medicina e Chirur gia e dalle Scuole di Specializzazione; presa visione del documento del Coordinamento dei Presidi delle Facoltà mediche lombarde; rilevata la assenza di un vantaggio economico ed organizzativo della manovra di accorpamento in atto, a fron- te di un consistente aggravio amministrativo-procedurale e del notevole disagio sopportato dai Medici in for- mazione specialistica e dalle Facoltà che ne hanno la responsabilità organizzativa, trovandosi oggi a dover gestire ben tre diversi ordinamenti/aggregazioni contemporaneamente attivati, e che potranno ogni anno sub- ire ulteriori modifiche in relazione alla programmazione, portando alla totale confusione organizzativa; rilevato inoltre che la riaggregazione non tiene conto dei par eri del CUN sulle singole Scuole; ritiene che la qualità della formazione rischi di esser e compromessa dalla attuale complessa e a volte non razionale organizzazione dei corsi, che si svolgono anche su territori appartenenti a più regioni, magari nem - meno contigue, e con rapporti con Aziende Ospedalier e e quindi contratti di lavor o diversi; chiede che il riordino delle Scuole di Specializzazione parta dalla verifica dei r equisiti delle Scuole e dalla valutazione ex post dei risultati della formazione e che le aggregazioni, sulla base delle proposte delle Facoltà, siano possibili al più su base r egionale, essendo presente su base r egionale il coordinamento sia dei Rettori che dei Presidi di facoltà; propone che le Scuole istituite ed in possesso dei requisiti quali-quantitativi previsti per l'accreditamento siano attivate indipendentemente dal numero "minimo" di contratti.
Università di Milano
CHIRURGIA PLASTICA: antica Scuola (fra le più antiche in Come stabilito nella seduta odierna della Conferenza, si italia, addirittura 2 scuole unimi fino alla riforma) 2007- riportano, di seguito, a titolo esemplificativo, alcune 08:3 posti (da sola) - 2008-09: 2 posti (da sola) - 2009- situazioni di criticità segnalate dalle sedi (Facoltà, 10 aggr egata a Genova (capofila) con 3 posti (notar e Scuole di Specializzazione).
che la rete formativa non è comparabile con Genova e la media dei posti negli ultimi 5 anni è di 3,2 mentr Facoltà di Torino-San Luigi Gonzaga
Genova è nettamente sotto i 3) Non sono state attivate alcune Scuole, quali CHIRURGIA DELL'APPARATO DIGERENTE: 2007-8: 3 posti (da RADIODIAGNOSTICA e MEDICINA INTERNA - compr ese nelle sola)- 2008-9: 3 posti (da sola)- 2009-10: 4 posti capofi- specialità indispensabili; altre richieste non attivate la con Bicocca Brescia e Udine (sic!) CHIRURGIA GENERALE, O RTOPEDIA, CHIRURGIA PEDIATRICA: 2007-8: 1 posto (da sola) 2008-9: ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE, P SICHIATRIA - considerate (3 posti capofila con Brescia e Pavia) 2009-10: aggrega- indispensabili - alle quali si aggiungono ta a Padova insieme a Bologna - Br escia - Ferrara - OTORINOLARINGOIATRIA, NEUROLOGIA, UROLOGIA e ONCOLOGIA Verona (5 posti per 6 aggregate - sparisce in Lombardia - che soddisfano tutti i criteri Osservatorio/Cineca.
Med. Chir. 48, 2101-2103, 2010 Conferenza dei Presidi Università di Genova
ti l'unica Struttura di questo tipo in possesso di Soppressione delle Borse di Studio per la Scuola di Ciclotrone, R adiochimica, Diagnostica PET-CT Specializzazione in UROLOGIA; corrisponde ai criteri Diagnostica SPECT-CT , Reparto di Degenza con 16 enunciati nella Nota MIUR pr ot. 4010 del 19/10/2009 letti per terapia medico-nuclear a firma del Capo Dipartimento dott. Antonello Masia, Laboratorio di er gometria associato alla Cardiologia in cui vengono elencati i requisiti ritenuti necessari Nucleare, d irettamente gestito da medici nucleari.
per l'attivazione delle Scuole. Al punto A della nota Tale panorama di potenzialità diagnostiche e terapeu- ministeriale si sottolinea la necessità di Docenti della tiche non è pr esente in nessuna altra Scuola italiana, tipologia della Scuola con adeguata pr oduzione ad eccezione di quella del Policlinico Gemelli scientifica e documentata competenza pr ofessionale.
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
La Scuola di Specializzazione dell'Università di Genova possiede questi requisiti in Università di Bologna
Per la Scuola in CHIRURGIA PEDIATRICA risulta una Annovera per la disciplina Med. 24 Ur aggregazione di 7 diff erenti sedi per un totale di 5 Docenti Universitari di ruolo di cui: un Pr ofessore borse assegnate. Si tratta di una decisione in contra - Ordinario, un Pro fessore Associato, un Ricercatore sto sia con la pr oposta dei Pr esidi della Regione Emilia-Romagna (che le inviai con la e-mail sotto Alla luce di quanto prescritto dalla nota ministeriale e riportata) sia con gli accordi assunti tra lor o a livello poi ribadito più volte dal CUN l'assegnazione di tr e nazionale dai Direttori delle Scuole di borse di Urologia all''Ateneo di Pavia appare del tutto Specializzazione in Chirurgia Pediatrica.
incomprensibile, essendo l'Università di Pavia del Per le Scuole di NEUROPSICHIATRIA INFANTILE, CHIRURGIA tutto spr ovvista di Docenti del settore Med. 24. Se TORACICA E GENETICA MEDICA, la p roposta dei Pr esidi consideriamo comparativamente la situazione della emiliano-romagnoli prevedeva che la sede capofila Regione Liguria rispetto ad altr e realtà regionali non fosse indicata a r otazione ma che quest'anno essa solo detta decisione appar e da un lato incompr ensi- fosse Bologna, mentre per tutte e 3 le Scuole dinanzi bile, essa appar e assolutamente ingiustificata. La citate ciò non è avvenuto.
Liguria, con una sola Università: l'Università degli Studi di Genova, ed una popolazione di 1.645.441 Università di L'Aquila
Rispetto all'a.a. 2007/2008 in cui l'Ateneo Aquilano poteva contare su ben 39 Scuole di Specializzazione Università di Brescia
autonome e funzionali, per l'a.a. corrente l'Ateneo La Scuola di Specializzazione di GERIATRIA, come facil- aquilano può dir e di averne n. 17, di cui n. 11 auto - mente verificabile dai dati pubblici disponibili, è atti - va dal 2000 (Milano Bicocca dal 2003). Essa rispetta CHIRURGIA VASCOLARE: situazione a.a. 2008/2009: ch e tutti i requisiti formativi richiesti (tanto da aver la pos- aq federate con 2 contratti (Chieti capofila); situazio - sibilità di for mare 7 specializzandi/anno). Essa è una ne a.a. 2009/2010: Chieti autonoma con 3 contratti; aq delle poche Scuole in Italia che al suo inter no (nella aggregata a bari (3 contratti) per molte scuole (DERMA- Struttura di Sede) abbia un Reparto per pazienti acuti, TOLOGIA E VENEREOLOGIA, ANATOMIA PATOLOGICA, CHIRUR- una Riabilitazione, una RSA e un Hospice. Dal 2003 GIA VASCOLARE, OFTALMOLOGIA, RADIOTERAPIA, UROLOGIA) ha sempre avuto assegnati dal Ministero 2 borse/con- Chieti e L'Aquila sono state aggr egate fra lor o o con tratti a cui si è aggiunto ogni anno un'altra altre sedi extraregione perche' il numero di contratti, borsa/contratto per un totale, nell' ultimo quinquen - pari a 2, non ha consentito il mantenimento dell'au - nio (2003-2007) di 15 contratti. (referenza: Uf ficio tonomia regionale ma, sorprendentemente, per altre Borse/Contratti, Università degli Studi di Brescia). Più scuole si e' mantenuta l'autonomia di sede o regiona- del 60% del personale docente è personale di ruolo le con soli 2 contratti ( ALLERGOLOGIA ED IMMUNOLOGIA dell'Università e la Scuola, come documentato, è inse- CLINICA (L'Aquila/Chieti 2 contratti) nonchè per la rita pienamente nel territorio a cui afferiscono circa 2 MEDICINA D'EMERGENZA/URGENZA (L'Aquila 2 contratti) milioni di persone con cir ca 400.000 anziani (bacino scuole di ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA, MEDICINA FISICA E d'utenza pr ovince di Brescia, Cremona, RIABILITATIVA, CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA: nulla di coinvolgendo tutte le struttur e che operano in ambi - quanto era stato pr oposto per "riattivare" queste to Geriatrico nonché Medici di Medicina Generale.
Scuole nella sede dell'Aquila è stato pr evisto nel DM Inoltre, l'attività di ricerca è sicuramente valida e con- 5 febbraio. Rimaniamo ancora in attesa di conoscer e tinua come dimostra, ad esempio, l'Impact Factor le motivazioni di questa immotivata e ingiusta "disat - (Pub. Med) dei docenti del settore caratterizzante la tivazione". Sorprendentemente, per l'A.A. 2009/2010, Scuola (Medicina Inter na MED 09) che risulta pari a la sede di Chieti ha avuto 2 contratti in più per l'orto- 1294, cioè il terzo in assoluto considerando tutte le pedia (da 3 contratti passa a 5 contratti) ed 1 contrat- 33 scuole di Geriatria nazionali (vedi scheda rileva - to in più per la Medicina fisica e riabilitativa (da 2 zioni dati per tipologia di Scuola a cura del r eferente contratti passa a 3 contratti, mantenendo così anche nazionale prof. Roberto Bernabei).
l'autonomia di sede). Non v'è traccia dell'Aquila, La Scuola di Specializzazione di MEDICINA NUCLEARE è neanche come sede "aggregata".
sostanzialmente l'unica nel panorama italiano che, convenzionata con strutture pubbliche, possa garanti- Università di Bari
re un training adeguato in tutti i settori della Medicina Per l'A.A. 2009/2010 sono state disattivate e trasferite Nucleare fornendo adeguati standard quali-quantitati- fuori Regione le seguenti Scuole di Specializzazione vi. La Medicina Nuclear e degli Spedali Civili di con il numer o di contratti accr editati per l'A.A.
Brescia, sede della Scuola di Specializzazione, è infat- Med. Chir. 48, 2101-2103, 2010 stati del tutto disattesi i criteri per le scuole di specializ- Scuole di Specializzazione
Contratti
zazione da attivare e considerare autonome. La Scuola di Specializzazione in Endocrinologia di Catania infat - AUDIOLOGIA E FONIATRIA ti, è stata aggregata, seppure con funzione di capofila, BIOCHIMICA CLINICA a quelle di Catanzar o, Messina e Paler mo. Eppure, se la Commissione si fosse basata sui criteri stabiliti: CHIRURGIA PEDIATRICA - produzione scientifica dei docenti FARMACOLOGIA MEDICA - volume di attività assistenziale e "case mix" (solo la nostra Unità del Garibaldi ha oltr e 1.500 ricoveri e PATOLOGIA CLINICA 70.000 prestazioni ambulatoriali certificate l'anno) - dimensioni del tr onco comune (Catania ha non solo Ciò ha comportato una penalizzazione per gli Studenti tutte le discipline necessarie ma anche quasi tutte nella laureatisi pr esso le Facoltà Mediche di Bari e Foggia stessa sede ospedaliera e di riferimento Regionale) costretti a trasferirsi presso Università di altre Regioni - pregressa attività con almeno 3 borse/contratti nazio- per iscriversi a queste specializzazioni. Ridotto è stato nali negli anni 2003-2008.
anche il numer o dei contratti per le Scuole di Non vi è dubbio che Catania (dove tra l'altro nel 2008- Specializzazione in NEUROLOGIA e REUMATOLOGIA.
2009 sono state accorpate le due scuole di In totale l'Università di Bari tra l'A.A. 2008/2009 e l'A.A.
Endocrinologia riducendo di una unità i contratti 2009/2010, ha perso 10 contratti per la formazione spe- nazionali da 6 a 5) largamente eccede positivamente cialistica. Si fa rilevare che già nell'A.A. 2008/2009 tutti i r equisiti indicati ed aveva quindi diritto di esse - l'Università di Bari è stata penalizzata per la chiusura re mantenuta autonoma. Una semplice verifica compa- delle Scuole di Specializzazione in GENETICA MEDICA (1 rativa con scuole della stessa specialità indica che sono contratto A.A. 2007/2008), MEDICINA DELLO SPORT (1 con- state mantenute autonome, nonostante mancasse tratto A.A. 2007/2008), MICROBIOLOGIA (1 contratto A.A.
oggettivamente almeno il requisito (4), Bari, Chieti, Modena, Pavia, Siena, Varese, Ferrara, Firenze.
Si ribadisce la necessità di r estituire alla sede ammini- Inoltre, la Facoltà ha segnalato criticità e gravi pr oble- strativa di Bari almeno le Scuole di Specializzazione alle matiche r elative alla situazione in cui vengono a tr o- quali, nell'A.A. 2008/2009, erano assegnati 2 contratti.
varsi, a seguito dei provvedimenti ministeriali, le Scuole di Specializzazione in OCULISTICA, MEDICINA DEL Università di Foggia
LAVORO, GENETICA.
Segnala, tra le varie assurdità di questa deregulation per le scuole di specializzazione, come la scuola di Sardegna (Università di Cagliari e di Sassari)
GERIATRIA, sede capofila Bari ed aggr egata Foggia, dis- Proposta dei Presidi ponga tra i docenti di un solo professore ordinario qui EMATOLOGIA Sede capofila a Sassari con un Pr ofessore a Foggia (Pr of. Vendemiale) e di due associati a Bari Ordinario ed una struttura unica del Nord Sardegna uno dei quali, secondo il bando attuale, verrà nomina - Sede capofila a Cagliari con un Pr ofessore Associato e to Presidente della commissione di esame.
con più strutture nel Sud della Sardegna GERIATRIA Sede autonoma a Sassari con 3 contratti mini- Università di Catania
steriali È stato tolto 1 contratto per cui la pr ossima Per la Scuola di Specializzazione in ENDOCRINOLOGIA E volta rischia di essere aggregata MALATTIE DEL RICAMBIO dell'Università di Catania sono MALATTIE INFETTIVE Sede autonoma a Sassari con 3 con - tratti (ministeriali + regionali) Sede aggregata seppure capofila ma con un contratto in meno MICROBIOLOGIA Sede capofila Sassari Sede capofila NEFROLOGIA Sede autonoma come lo scorso anno con 3 contratti ministeriali + r egionali Aggr egata con sede capofila Cagliari e con riduzione di 1 contratto NEUROLOGIA Sede autonoma con più di 3 contratti (ministeriali +r egionali) Aggregata con sede capofila NEUROPSICHIATRIA INFANTILE Sede autonoma come lo scorso anno con 3 contratti (ministeriali + regionali) Aggregata con sede capofila Cagliari e con riduzione di SCIENZE DELL'ALIMENTAZIONE Sede capofila a Sassari Sede capofila a Cagliari Scuole di Genetica Medica
Sono state ridotte da 24 contratti (scorso anno) a 22 (que- st'anno) e soprattutto le seguenti di lunga tradizione ed importanti sono stati accorpati con tre contratti: Milano, Brescia, Pavia, Varese; - Genova, Firenze, Siena, Torino Il che r ende oggettivamente complicato la gestione considerato le distanze e soprattutto le capacità forma- tive di ognuna di lor o.
Med. Chir. 48, 2101-2103, 2010 Conferenza Permanente dei Presidenti dei CLM in Medicina e Chirur gia Appunti dalla Conferenza permanente
a cura di Amos Casti La Conferenza Permanente dei Presidenti di Consiglio in Eur opa (AMEE) illustrando la sede e le struttur di Corso di Laur ea Magistrale di Medicina e Chirur gia necessarie per lo svolgimento di tale importante evento.
(CPPCCLMMC), che si è costituita cir ca 25 anni fa per Nella mattinata di sabato si è tenuto un importante iniziativa del Pr of. Giovanni Danieli, e il cui attuale forum sulle attività didattiche professionalizzanti (ADP), Presidente è il Prof. Andrea Lenzi, si riunisce ordinaria- introdotto con la consueta abilità pedagogica da mente 4-5 volte all'anno a Roma come sede abituale ed Luciano Vettore, in cui i presenti sono stati suddivisi in anche nelle città sedi del Corso di Laurea. La 96a riunio- quattro gruppi. Il primo si è occupato di pr oporre u n ne si è tenuta a Monza - Milano Bicocca ed ha visto la elenco di ADP pratiche e metodologiche essenziali e partecipazione di quasi tutti i Presidenti o lor o delegati individuare modalità utili per la scelta, l'apprendimento dei Corsi di Laur ea Magistrale di Medicina e Chirur gia.
e la valutazione delle competenze metodologiche; il La collega Marzia Galli Kienle, assieme alle Autorità secondo, sulla base di esperienze locali, aveva il com - Accademiche della Sede, ha magnificamente organizza- pito di definire nei fini e nei risultati le modalità ottima- to l'incontro che si è svolto nei giorni di venerdì 9 apri- li di distribuzione delle "ADP" lungo i sei anni del le a Monza e sabato 10 aprile 2010 a Milano Bicocca.
corso; nel terzo sono state presentate due esperienze Dopo il saluto delle Autorità, la Confer enza ha discus - (Modena-Reggio Emilia e un CLM di Roma La sapienza) so l'inchiesta su "Cure Primarie e Medicina Generale del rapporto con il territorio per l'insegnamento-appren- nel curriculum del CLM in Medicina e Chirurgia", con- dimento delle ADP; l'ultimo si è occupato delle ADP e i dotta da Italo Vantini, che ha presentato i risultati di tale rapporti con la componente ospedaliera. Al ter mine di problematica di tutte le sedi (45 Corsi di Laur ea), indi- questo importantissimo forum, Pietro Gallo ha fatto una cando le modalità di attivazione di tale corso, obbliga - sintesi di questa e di precedenti esperienze ( Atelier di torio o come attività elettiva, gli obiettivi, le modalità di Torino e mini-Lecture di Roma), illustrando i punti chia- svolgimento, il coinvolgimento e le funzioni didattiche ve e le proposte operative che la Conferenza dovrà met- dei medici di Medicina Generale, la collocazione crono- tere in cantiere nei prossimi incontri.
logica nel percorso dei sei anni, i CFU attribuiti e i set - tori scientifico disciplinari coinvolti, la tipologia delle Le relazioni presentate nella 96a riunione della attività didattiche, le sedi e le strutture delle attività pra- Conferenza, come quelle degli altri incontri, sono il tiche, il gradimento degli studenti, la motivazione e frutto di Gruppi di Lavor o che il Pr esidente Lenzi ha l'impegno del personale non universitario, e i punti di attivato fin dal suo primo mandato. Alcuni di questi forza e le criticità incontrate nella realizzazione.
gruppi hanno esaurito il lor o compito con degli elabo - Gilda Caruso, Gianluca V rati utilizzati poi nelle varie sedi, ed altri proseguono la Scannicchio hanno presentato le lor o esperienze sul- l'organizzazione ed attuazione di un Corso di Laur ea loro attività che si aggior na continuamente con il pr o- Magistrale di Medicina e Chirur gia in lingua inglese. cedere delle esperienze o per l'adeguamento alla nor- Nell'a.a. 2008/2009, Pavia ha iniziato il corso in ingle- mativa in evoluzione. In questo momento particolare se ed il collega Scannicchio ha illustrato le problema- rilievo assumono quelli relativi alla Medicina del terri - tiche e le soluzioni adottate riguardanti il test di torio, il Progress test e le Site visit. Il Gruppo di Lavoro ammissione, lo svolgimento dei corsi integrati e l'im - delle Site visit, in questi ultimi cinque anni, ha coinvol - pegni dei docenti.
to quasi tutti i Pr esidenti di C orso di Laur ea e tutte le Carlo Della Rocca ha pr esentato una relazione su gli sedi sono state visitate da Commissioni a questo propo- scopi, le esperienze delle Site visit , il questionario di sito costituite ed hanno potuto rilevar e le criticità e le valutazione delle sedi, le commissioni, la verifica e revi- eccellenze dei Corsi di Laurea Magistrale di Medicina e sione di qualità, gli obiettivi da raggiungere ed il pro- Chirurgia di tutte le Facoltà italiane, facendo emergere gramma per la prossima esperienza.
un quadr o che ha for nito importanti strumenti per il Alfred T enore, richiamando le esperienze del controllo di qualità dei Corsi di Laur ea. Questo pr o- Progress test, che per il prossimo anno si terrà mercole- gramma di valutazione di qualità è un primo tentativo dì 17 novembre 2010, ha analizzato la situazione dell'e- di "accreditamento" dei corsi dei CLM e potrebbe esse- same di stato per l'abilitazione alla professione di medi- re acquisito dal sistema nazionale di valutazione della co chirur go rilevando diverse criticità e prospettando alcune soluzione derivate dal pr ogress test.
Giuseppe Familiari ha relazionato sullo stato dell'arte I prossimi incontri della Confer enza sono pr ogram- relativo alla candidatura di Roma per lo svolgimento mati per: 12 luglio 2010 a Roma; 10 e 11 settembre 2010 del Congresso della Association for Medical Education a Portonovo (Ancona) e 19 e 20 novembre 2010 a Bari.
Med. Chir. 48, 2104, 2010 Conferenza Permanente delle Classi di Laur ea delle Professioni Sanitarie Mozione per l'applicazione della Riforma D.M. 270/04
a cura di Luisa Saiani Le 2 giornate di lavor o del Meeting di Portonovo La circolare del MIUR 160/4 settembr e 2009, r elativa sono state dedicate soprattutto all'applicazione del ad ulteriori interventi per la razionalizzazione e qualifi - D.M. 270/04, del D.I. 19 febbraio 2009 e del D.M 8 gen- cazione dell'offerta for mativa, dispone l'attribuzione di naio 2009 ai C.d.L. e C.d.L.M. delle professioni sanita- non meno 6 CFU per insegnamento o modulo coordi - rie, al fine di garantire sul territorio nazionale la massi - nato. Questa indicazione mette in difficoltà la predispo- ma uniformità. A tal proposito, si riportano gli orienta- sizione di piani didattici dei CdL delle Professioni menti emersi, tenuto conto degli interventi dei Relatori Sanitarie, che devono da una parte contar e su 96 (al e dei Rappresentanti dei Ministeri e del CUN massimo) su 180 CFU per gli insegnamenti teorici, dal - l'altra garantire apporti disciplinari specifici, ma per un numero di CFU molto inferiore a 6. In considerazione, in particolare, del vincolo dei
1. Attivazione corsi nell'a.a. 2010 -2011
60 CFU da assegnar e al tir ocinio (pari a 1/3 del
Settembre - ottobre 2009: Ordinamenti e Regolamenti in totale dei CFU) si pr opone, pertanto, di abbassar e
a 4 CFU la quota minima necessaria per insegna-
31 gennaio 2010: invio al MiUR tramite procedura infor- mento, e di pr
evedere la sua articolazione in
matica degli ordinamenti didattici media in 3 moduli, ciascuno dei quali di 1-2 CFU .
2. Attivazione corsi nell'a.a. 2011 -2012
Settembre - ottobre 2010: Ordinamenti e Regolamenti in Gli Atenei hanno anche disciplinato il peso in ore del CFU tra le diverse modalità didattiche; per la didattica 31 gennaio 2011: invio al MiUR tramite procedura infor- frontale c'è un elevato range: in alcuni casi 6 or e, in matica degli ordinamenti didattici altri 8, 10, fino a 15 ore (il massimo consentito dalla normativa). La conseguenza di questa applicazione 2. DENOMINAZIONE DEI CORSI DI LAUREA produrrà per corsi for mativi altamente diff ormi dal punto di vista dell'investimento teorico formativo.
All'articolo 1, comma 9 del DI 19/02/09 è pr che "Le università attribuiscono al corso di laur ea una Si propone pertanto di garantire :
denominazione corrispondente a quella della figura almeno il 50% di studio individuale negli inse-
professionale di cui ai relativi decreti del Ministro della sanità". equilibrio tra aula / eser citazioni / studio indivi-
Con nota pr otocollo 3056 del 27 luglio 2009 della duale (va progettato e governato)
D.G. del MiUR si informa che "Per quanto riguar da le 10-12 ore / CFU di didattica fr ontale negli inse-
denominazioni delle laur ee in questione trattandosi di gnamenti teorici (12-15 per la Classe 1)
titoli aventi valor e abilitante, si ritiene di poter confer- 20 ore /CFU di presenza studente nei laboratori
mare che, come indicato con nota pr ot.2348 del 19.12.2002 per i corsi previsti dal DI 2.4.2001, le deno- 25 ore /CFU per tirocinio (30 ore per la Classe I)
minazioni devono esser e unifor mi sul territorio nazio- nale e corrispondenti a quelle delle rispettive figure pro- 4. PROPOSTE PER UN'APPLICAZIONE DEL CRITERIO DI COPERTU- fessionali dell' area sanitaria".
Alla luce dei due riferimenti riportati, conside-
1. 50 % Insegnamenti affidati a professori e ricercatori rando in particolar e che la questione era già
universitari stata af frontata per il pr ecedente or dinamento
Il Dlvo 502/92 stabilisce che di nor ma l'insegnamen- degli studi, la denominazione dei corsi non
to è affidato a personale del ruolo sanitario. Nella r eal- dovrebbe cambiar e rispetto alle laur ee pr ece-
tà nei C.d.S. delle professioni sanitarie circa il 40% della denti (salvo casi irr egolari già evidenziati pr ece-
docenza è strutturata con universitari, mentre la parte restante è in carico a docenti appartenenti al SSN e docenti esterni (per contratti specifici come per gli inse- 3. CRITERI E LIMITI DA OSSERVARE NELLA COSTRUZIONE DEI PIANI gnamenti di lingua inglese ). DI STUDIO DEI CORSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE Il Decreto 19 febbraio 2009 recita che "Almeno il cin- quanta per cento degli insegnamenti previsti dagli ordi- La progettazione dei C.d.S. prevede l'assolvimento namenti didattici dei corsi di laur ea […] è af fidato a del limite del numer o massimo di esami (20); in parti - professori e ricercatori universitari […]. Sono escluse dal colare, in tali C.d.S., dei 20 esami pr evisti 3 sono riser - calcolo del cinquanta per cento le attività di tir ocinio, vati all'esame di tirocinio per ciascun anno di corso e 1 ovvero i 60 CFU pr ofessionalizzanti…." per le attività formative autonomamente scelte dallo studente, per cui il totale di esami relativi alla attività Si auspica che il Comitato di V
didattica teorica sarà pari a 16.
Universitaria colga questa particolarità e for nisca
La distribuzione dei crediti nelle diverse attività for - indirizzi per una interpr etazione univoca di tale
mative risulta, di norma, quella riportata nella tabella.
norma sul territorio nazionale.
Med. Chir. 48, 2105-2106, 2010 Conferenza delle Classi di Laur ea delle Professioni Sanitarie giormente questi incarichi.
Laboratori professionali obbligatori Data l'attuale eter ogeneità di modalità seguite
Attività autonomamente scelte dello per l'incarico di docenza al personale del S.S.N., si
auspica un rior dino generale e linee guida sulla
Attività di lingua/informatica (seminari) procedura dell'"af fidamento" a personale del
Esame finale e inglese ruolo sanitario con effettive caratteristiche profes-
Attività didattica teorica sionali e scientifiche predefinite.
di cui minimo 30CFU (per la prima Si segnala, peraltro, la forte instabilità del sistema for- classe) e 15 CFU (per le altr e classi) mativo derivante da "affidamenti" di durata annuale. sono vincolati su SSD del pr ofilo pro- fessionale del CdL in base al DM19 Pertanto, si chiede se sia possibile rinnovar
febbraio 2009; Tali CFU, per la lor o l'"affidamento" allo stesso docente per almeno un
valenza professionalizzante, vengono triennio, pr evia valutazione positiva annuale da
erogati prevalentemente da Docenti parte della struttura didattica.
del SSN, anche se la Confer enza auspica per il futur o un graduale 5. DURATA MASSIMA DEL PERCORSO IN ANNI DI STUDIO aumento di Docenti strutturati e appartenenti ai SSD delle pr ofessioni All'articolo 6, comma 3 del Decr eto 19 febbraio 09 è sanitarie. previsto che "Il titolo di studio è conseguibile indipenden- temente dal numero di anni di iscrizione all'università". Se va inteso che non ci sono limiti al numero di anni entro cui lo studente può conseguire il titolo si segna- Tab. 1 - Distribuzione dei cr editi nelle diverse attività la che, in un corso di laurea dove il tirocinio professio- nale è caratterizzante, conseguire la laurea abilitante all'esercizio professionale in un periodo più lungo del Per quanto riguarda la copertura del 50% degli inse - doppio rispetto a quello della durata minima del corso gnamenti af fidati a pr ofessori o ricer catori universitari di laurea, e magari a distanza di molti anni dall'ultima sono state analizzate varie ipotesi interpretative, per esperienza di tir ocinio, può non garantir e la sicur ezza esempio considerare: degli utenti e degli studenti stessi. - 50% degli "Insegnamenti" (8 docenti universitari respon- sabili, perciò, della metà dei sedici insegnamenti) Si chiede, pertanto, se la durata massima degli
- 50% di tutti i docenti studi possa essere regolamentata a livello naziona-
- 50% del totale CFU di teoria (su un massimo di 96 le o, in alter nativa, se possa esser e regolamentata
CFU di attività teorica, 48 CFU ricoperti da docenti uni- nei RAD al fine di tener conto sia dell'obsolescen-
za delle conoscenze e delle competenze pr ofessio-
- 50% del totale CFU non vincolati su SSD del pr ofilo nali, sia dei criteri di efficienza di cui alla Legge del
professionale specifico del CdS (in quanto per la gran 9 gennaio 2009 n. 1, art 2.
parte ricoperto da docenti aff erenti al SSN); quindi, la base di calcolo risulta pari a massimo 66 CFU [=96-30] 6. REQUISITI MINIMI E RICADUTE SUL FINANZIAMENTO 7% nei C.d.S. della Classe 1 (per un totale di 33 CFU coper- ti da universitari) e 81 CFU [=96-15] negli altri C.d.S.
Il DM Università 31 ottobr e 2007 -Requisiti dei corsi (per un totale di 41 CFU coperti da universitari) di laurea - nella Tabella 7 fissa il numer o minimo di - 50% del totale minimo di CFU previsti per la teoria (su 10 studenti e il numer o massimo di 75 studenti per 66 CFU, 33 coperti da docenti universitari) corso di laurea.
Il conteggio docenti max due volte dovrebbe essere Questi parametri vengono utilizzati come indicatori superato fissando un tetto max di CFU ricoperti dallo della qualità dell'of ferta for mativa utili alla deter mina- stesso docente (es. 9 o 12 CFU) zione della quota 7% FFO annuale.
I corsi di laur ea in In fermieristica, che sono molto Si auspica un chiarimento condiviso con i due
numerosi, influiscono notevolmente sul numeratore, per esempio 350 studenti vengono conteggiati come 5 Ministeri per tr ovare una soluzione equilibrata
C.d.L; pertanto il rapporto docenti di ruolo che appar - che salvaguar di la componente accademica, ma
tengono ai settori di base e caratterizzante e numer o nello stesso tempo anche la docenza r esa disponi-
dei C.d.L. abbassa l'indicatore, penalizzando le Facoltà bile dal Servizio Sanitario Nazionale.
di Medicina che si sono assunte il maggior impegno di formazione soprattutto per il C.d.L. in Infer mieristica.
2. Af fidamento Insegnamenti a Personale del Ruolo Come conseguenza si potrebbe verificare la tendenza a Sanitario. ridurre i l numero d'iscritti pur a fronte di fabbisogni All'articolo 3, comma 1 del Decr eto 19 febbraio 09 si stabilisce che " Le competenti struttur e didattiche deter- minano, con il r egolamento didattico del corso di lau- Si segnala ai Ministeri competenti la pr oposta di
rea, l'elenco degli insegnamenti, da af fidare anche a correggere questo parametro considerando i corsi
personale del ruolo sanitario".
di laur ea delle pr ofessioni sanitarie almeno al 50
Il Rappr esentante del Minister o del Lavor o, della %, in considerazione del fatto che i docenti dei
Salute e delle Politiche sociali ha ribadito il forte inte - C.d.L. delle pr ofessioni sanitarie sono "di nor ma
resse a difendere la docenza del SSN e a regolare mag- appartenenti al SSN".
Med. Chir. 48, 2105-2106, 2010 Il consenso informato quale parte integrante
della prestazione sanitaria
Il consenso informato consiste nella libera e consape- a) l'art. 2 della Costituzione, nel disporr e che " la vole scelta da parte del paziente o, come vedr emo del repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili del- cittadino, in ordine alle cur e sanitarie che lo riguarda - l'uomo", sancisce l'inviolabilità dei diritti della persona. no per l'effetto delle corrette infor mazioni ricevute da b) L'art. 13 della Costituzione, secondo il quale " La parte del medico.
libertà personale è inviolabile ", garantisce l'inviolabilità Tale nozione rappresenta il punto di arrivo di un per- della libertà della persona, anche con riferimento alla corso non molto lungo iniziato in Italia nel 1990 con la libertà di salvaguardia della salute e dell'integrità fisica. sentenza relativa al noto caso "Massimo", con la quale c) Ed infine, l'art. 32, al 2° comma stabilendo che è iniziato un pr ocesso di radicale mutamento del rap - "Nessuno può esser e obbligato a un deter minato tratta- porto tra il medico ed il paziente, trasformatosi dal tra - mento sanitario se non per disposizione di legge. La dizionale modello paternalistico a quello personalistico. legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal Fin dai tempi antichi, infatti, il comportamento del rispetto della persona umana ", nega la possibilità di paziente nei confronti del medico era sempre stato carat- effettuare trattamenti sanitari a pr escindere d alla c on- terizzato da una forte fiducia, in quanto il malato si face - senso del cittadino.
va curare senza chieder e chiarimenti sul trattamento né Il consenso infor mato è stato quindi il naturale svi - sulle azioni terapeutiche ed il medico si tr ovava su un luppo dei diritti sanciti dalla Costituzione. piano superiore rispetto a quello del paziente. Il consenso infor mato come diritto del cittadino è Dopo le esperienze della seconda guerra mondiale, nato per la prima volta negli Stati Uniti con il noto caso le nuove Costituzioni emanate dagli Stati occidentali "Salgo" del 1957. La Corte Supr ema della Califor nia hanno portato all'aff ermazione di importanti diritti dei affermò, infatti, che " il medico ha il dover e di comuni- cittadini, quali quelli della libertà, della dignità e della care al paziente ogni fatto che sia necessario a formare inviolabilità della persona umana. Si tratta di diritti che la base di un ‘intelligent consent' al trattamento pr opo- nei decenni successivi hanno trovato effettiva e concre- sto". Con tale pronuncia i magistrati statunitensi sottoli- ta attuazione e sviluppo nelle legislazioni e nella giuri - nearono che l'obbligo dell'informazione al fine di otte - nere un adeguato e consapevole consenso (definito E' nata così una nuova prospettiva personalistica del con il termine " consenso intelligente") si doveva dove - rapporto medico-paziente nella quale si inserisce l'isti - rosamente ed in modo tassativo estendere non solo agli tuto del consenso informato, che mira a porre al centro eventuali e probabili pericoli legati al tipo di prestazio- dell'attività del medico non tanto il malato, quanto la ne proposta, ma anche alle possibili terapie alternative persona. La dottrina e la giurisprudenza sono giunte, di che in concreto ed utilmente in senso pratico potevano recente, a riconoscer e un ruolo primario al consenso essere scelte ed ef fettuate. Nella fattispecie in esame, informato, inteso come diritto del cittadino in quanto infatti, il signor Martin Salgo af fetto da paralisi irrever- detto principio riguarda non solo la tutela della perso - sibile in conseguenza di una aortografia translombare na del malato, ma del cittadino in gener e. aveva citato in giudizio il proprio medico, accusandolo Oggi il cittadino si rivolge al medico e alle struttur e di aver agito con negligenza e di aver omesso di avver- sanitarie con un approccio diverso rispetto al passato. tirlo dei pericoli e dei rischi cui poteva andar e incon- Infatti, in primo luogo lo sviluppo della medicina pre- tro. Il tribunale non limitò le indagini e non cir coscris- ventiva ha portato il cittadino a sottoporsi a maggiori se il dibattito alla sola dimostrazione del tipo di accet - controlli clinici per la diagnosi di eventuali patologie tazione data dal danneggiat o al tra ttamento proposto, che poi, di fatto, nella maggior parte dei casi per fortu- ma pose l'accento e dir esse l'attenzione sull'entità e na non sussistono. sulla qualità dell'in formazione che aveva pr eceduto Pensiamo, ad esempio, agli esami ecografici o alla l'acquisizione del consenso, intr oducendo così un risonanza magnetica per i quali è pur nuovo elemento giuridico oggettivo da considerare consenso informato. come fattore indipendente.
In secondo luogo, sempr e più fr equenti sono anche Per quanto riguarda l'Italia, il primo riconoscimento gli interventi di chirurgia estetica ai quali si sottopone il del consenso informato risale, come abbiamo accenna- cittadino che, pur non essendo affetto da alcuna pato - to, al caso "Massimo" del 1990. La Corte d'Assise di logia, mira ad ottenere un miglioramento estetico. Firenze, con sentenza del 18 ottobr e 1990 (confermata In terzo luogo, la ricer ca consente oggi di pr evenire dalla V sezione della Cassazione Penale con sentenza l'insorgere di numerose malattie grazie alle vaccinazio - del 21.04.1992, n. 699), condannava il chirur go fioren- ni per le quali è richiesto in ogni caso il consenso infor- tino al r eato di omicidio pr eterintenzionale per aver sottoposto un'anziana paziente ad un intervento chirur- Questi esempi ci permettono di affermare che il con- gico demolitivo (r esezione addomino-perineale con senso infor mato è un con cetto non più attinente alla l'allestimento di colostomia sinistra) non concordato né sfera del paziente, ma a quella del cittadino che richie - consentito ed in completa assenza di necessità ed de le prestazioni sanitarie. urgenza terapeutica in grado di giustificarlo. Nella sen - Il consenso informato, prima che un limite o una tenza di primo grado si legge: "… senza minimamente regola per il mondo sanitario, è infatti un diritto del cit- curarsi dei limiti del consenso ricevuto, senza che si tadino, riconosciuto e garantito dagli artt. 2, 13 e 32 fosse verificata alcuna situazione di emer genza, senza della Costituzione. Ed infatti: che la situazione clinica della paziente lo r endesse in Med. Chir. 48, 2107-2110, 2010 Natale Callipari alcun modo necessario, non solo non decise di sospen- Al di fuori di questi casi, la forma del consenso infor- dere l'intervento, ma, all'opposto, senza esitazione alcu- mato è libera e per pacifica giurisprudenza può esser e na e senza consultarsi minimamente con gli altri mem- provata con qualsiasi mezzo. bri dell'équipe, praticò alla paziente un intervento che Da qui si è diffusa la prassi di utilizzare moduli pre- non solo ella non aveva consentito ma che era chiara- stampati nei quali sono contenute le informazioni del mente contro la volontà di lei…". All'addebito del delit- medico e nei quali viene espr esso il consenso da to d i o micidio p reterintenzionale fece seguito conte- parte del paziente al trattamento diagnostico e/o tera- stualmente il procedimento disciplinare che si concluse peutico. La for ma del consenso infor mato richiama con la radiazione del medico dall'Albo pr ofessionale. necessariamente, dunque, il tema della pr È bene sottolinear e che con tali pr onunce, entrambe consenso informato. relative ad ipotesi di omesso o invalido consenso infor - E' indubbio, infatti, che il diffondersi dell'uso della mato, nasce la moderna responsabilità del medico. Si può modulistica tr ova la sua fonte non tanto e non solo dunque certamente affermare che la responsabilità medi- nella c.d. medicina difensiva, ma nell'onere che ormai ca è nata dalla consacrazione dei diritti inviolabili della pacificamente la giurisprudenza pone a carico del sani- persona e dal riconoscimento del consenso informato. In tario circa la prova dell'avvenuta adeguata infor mazio- effetti, il medico non si è trovato spaesato di fronte all'af- ne del paziente. fermazione di una sua responsabilità per violazione delle A fronte di questi sviluppi legislativi e giurispruden - regole relative alla diligenza, prudenza e perizia in quan- ziali, il modo di operar e del medico ha subito, pertan - to si tratta di principi collegati alla tecnica ed alla deon - to, dei pr ofondi cambiamenti dovuti anche, d'altr tologia che gli sono stati insegnati. canto, al diverso contesto in cui oggi egli si tr I problemi, al contrario, sono sorti con la nascita del- esercitare l'attività sanitaria. Infatti, si è passati in poco l'obbligo d'informazione e con l'obbligo di acquisire il tempo dalla responsabilità del medico alla res ponsabi- consenso informato. Le regole che presiedono il consenso informato, ossia La prestazione sanitaria non è più riconducibile il suo contenuto, la forma che deve rivestir e ed i sog- esclusivamente al singolo medico, alla sua esperienza getti interessati, debbono essere parte del processo for- ed alla sua capacità, ma sempre più frequentemente mativo del medico. viene svolta all'inter no di complesse strutture sanita - Salvo i casi di ur genza nei quali non è richiesto il rie, organizzate in aziende, con l'utilizzo di macchina- consenso informato, il professionista deve essere, infat- ri ed attrezzature sempre più sofisticati e con l'aiuto e ti, in grado di inform are in modo chiar o ed esauriente la collaborazione di altri medici e con l'assistenza del il paziente sulla diagnosi, sulla pr ognosi, sulla natura personale paramedico. Nel suddetto contesto, l'ope - del trattamento sanitario, sui rischi prevedibili, sulle rare del medico viene condizionato fortemente dal - terapie alternative, nonché sullo stato di efficienza della l'organizzazione dell'ente presso cui presta la propria struttura sanitaria presso la quale opera. attività, a tal punto che egli non sempre è in grado di In particolare, al fine di ottener e un consenso vera - incidere sull'organizzazione stessa, anzi al contrario mente consapevole del paziente, l'infor mazione deve finisce per subirla. essere resa dal medico con un linguaggio semplice e Le statistiche for nite dall'Ania dimostrano che la mag - chiaro, adatto al livello di educazione e di cultura del gior parte dei pr esunti "errori medici" dipendono da paziente stesso, tenendo conto anche dello stato di carenze strutturali ed organizzative degli enti ospedalieri.
ansia e dello stato emotivo di quest'ultimo in modo che E' evidente quindi che la classe medica si è trovata in sia messo nell'ef fettiva condizione di comprender e l a poco tempo di fr onte alla valorizzazione del cittadino portata e le conseguenze dell'intervento e/o della tera - riconosciuto titolare di fondamentali diritti costituziona- pia da effettuarsi.
li, al rapido sviluppo della scienza e della tecnologia e all'aziendalizzazione delle strutture s anitarie i n c ui s i Un aspetto di particolare rilevanza che il professioni- svolge la maggior parte dell'attività medica. Il mondo sta sanitario deve, inoltre, tenere conto nel suo rappor- medico ha reagito positivamente alle novità tecniche, to col paziente, è la forma che deve rivestire l'informa- tecnologiche ed infor matiche, mentr e s i è t rovato zione ed il consenso. impreparato e sorpr eso di fronte ai casi in cui veniva In proposito, il legislator e italiano ha espr essamente accertata la sua responsabilità non per aver operato con previsto la forma scritta del consenso informato nei segu- negligenza, imperizia ed imprudenza, ma per non aver nenti casi particolari: a) art. 2 della Legge n. 458/1967 sul acquisito un valido consenso informato.
trapianto del rene tra persone viventi, che, peraltr o, a tal Negli ultimi anni, difatti, la giurisprudenza ha confe - fine prevede un'apposita procedura di volontaria giurisdi- rito maggiore importanza all'autonomia della volontà zione; b) art. 2, lett. l) del D.lgs. n. 211/2003 sulla speri - della persona, attribuendo al consenso infor mato un mentazione clinica di medicinali ad uso umano; c) art. 6 ruolo sempr e più autonomo, fino a generar e ipotesi della legge n. 40/2004 sulla pr ocreazione medicalmente autonome di responsabilità anche in assenza di err ore. assistita il quale dispone che la volontà di entrambi i sog- Si è passati così da un concetto di consenso informa- getti della coppia sia espr essa per iscritto al medico to come condizione di liceità dell'operato del medico responsabile della struttura, secondo le modalità da defi - che agisce sull'ampiezza e sulla quantità della r espon- nirsi con decr eto ministeriale; d) art. 14 della Legge n.
sabilità medica ad un concetto qualitativamente diver - 194/1978 sulla interruzione volontaria della gravidanza; so, attento alla tutela della persona del paziente. e) art. 2 della Legge n. 164/1982 sulla r ettificazione in Al riguardo, sono emerse in giurisprudenza ipotesi di materia di attribuzione di sesso; f) Legge n. 107/1990 sulle responsabilità del sanitario per omesso od invalido attività trasfusionali; g) Legge n. 219/2005 sul prelievo per consenso informato pur in assenza di violazione delle donazione del sangue.
regole dell'attività medica. A titolo di esempio, si richia- Med. Chir. 48, 2107-2110, 2010 ma, a tal proposito, il caso di un paziente che si sotto - to la circostanza che la causa di tale danno possa esse- poneva ad un intervento chirur gico di rimozione di re inequivocabilmente riferita al comportamento (com - alcuni tatuaggi pr esenti sulle braccia e sulle gambe e missivo od omissivo) del pubblico dipendente, quan - che ha condotto ad esiti cicatriziali antiestetici. In tale tunque rimasto ignoto.
occasione, la giurisprudenza aveva statuito la responsa- Alla luce dei suddetti orientamenti giurisprudenziali, bilità del chirur go plastico per il fatto che questi, pur è evidente come si ponga la necessità di superare l'idea avendo eseguito l'intervento secondo le regole dell'ar - del consenso infor mato strettamente ancorato al rap - te medica, non aveva informato il paziente in ordine porto medico-paziente per orientarsi invece verso una alla possibilità di esiti cicatriziali. visione più ampia e positiva.
A seguito di tali orientamenti giurisprudenziali, si può Il consenso informato non deve più esser affermare che tra il grande tema della r come un obbligo o una preoccupazione del singolo medica e quello non meno importante del consenso operatore sanitario, ma deve essere concepito come un informato si è venuto a cr eare uno stretto collegamen- problema che tocca da vicino anche la struttura sanita - to, tale che il consenso infor mato rappresenta oggi la ria. Questo nuovo modo di concepire l'istituto del con- porta principale d'accesso alla responsabilità medica.
senso informato in parte già avviene, di fatto, in alcuni Di fronte a queste pronunce, ben si può comprende- enti ospedalieri, ove l'or gano amministrativo decide re come la classe medica si sia trovata spaesata, oltr e quali moduli adottare all'inter no della struttura.
che preoccupata, di fronte a questi nuovi principi san - citi dalla giurisprudenza.
Va da ultimo segnalato come le decisioni dei giudici, Tuttavia è indispensabile che oggi il mondo medico che condannano sempr e più i medici qualora manchi si proietti in una diversa prospettiva e percepisca il con- un'adeguata infor mazione al paziente, abbiano spinto senso informato non più come un pesante onere che si le compagnie di assicurazione a considerare la mancan- aggiunge ai tanti doveri inerenti all'attività medica, ma za di un valido consenso informato come una forma di come parte integrante della stessa prestazione sanitaria. responsabilità a totale carico dell'assicurato (ossia, la Di conseguenza va superata l'idea per la quale il struttura sanitaria). La maggior parte delle polizze pre - buon medico è quello che opera nel pieno rispetto disposte dalle compagnie di assicurazione per la coper- delle regole dell'ars medica. Il medico che non informa tura dei risch i in m ateria san itaria non p revedono, il paziente e non acquisisce un valido consenso, non oppure riducono notevolmente, l'operatività della opera bene e non adempie esattamente la pr opria pre- polizza stessa, qual ora la responsabilità del medico stazione. L'infor mazione non va più vista, dunque, derivi dalla mancata acquisizione del consenso infor - come un'attività accessoria ed esterna a lla r elazione mato da parte del paziente. Si pensi alle clausole tipo medico-paziente, ma è essa stessa attività medica. Si che si riscontrano nella prassi dal seguente tenore: "Per può pertanto affermare che così come il diritto del cit - le prestazioni sanitarie per le quali è obbligatorio richie- tadino non è solo diritto alle cur e ma anche diritto dere il consenso informato giuridicamente valido si pre- all'informazione, così l'obbligo del medico di curare cisa che la garanzia è operante a patto che la prestazio- comprende anche l'obbligo di informare sulle cure.
ne medica sia stata pr eceduta dall'acquisizione di tale Su questo nuovo modo di concepir e l'istituto fonda - consenso. In mancanza di detto consenso la copertura mentale del consenso informato deve porr e la dovuta assicurativa si intende pr estata con l'applicazione di attenzione non solo il singolo professionista, ma anche uno scoperto del 10% di ogni sinistr o, con il minimo la struttura sanitaria, in quanto parte contrattuale che non indennizzabile di ?……. ed un massimo di scoper- sostanzialmente sostiene l'onere economico correlato to di ?…… "; oppur e, "L'Assicurazione non vale per la alla responsabilità medica, anche se formalmente rima- responsabilità imputabile esclusivamente ad assenza ne estranea – sia pur e ingiustamente - dalla pr oblema- del consenso infor mato" ed ancora " Qualora venga tica del consenso informato che ruota ancora intorno al accertata in sede di giudizio la responsabilità civile del- medico ed al rapporto con il paziente. In pr l'assicurato derivante da vizio di acquisizione del con- appare opportuno evidenziare che la giurisprudenza ha senso infor mato o da non corr etta e/o non compiuta chiaramente confer mato la natura contrattuale della redazione di referti o cartelle cliniche, a condizione che responsabilità della struttura sanitaria, sulla base del tale condotta non confor me abbia comportato un principio secondo il quale l'accettazione del paziente in danno materiale al paziente risarcibile ai sensi di poliz- ospedale, ai fini del ricover o o di una visita ambulato - za, l'assicurazione è prestata con uno scoperto del 10% riale, comporta la conclusione di un contratto qualifica- per ciascun sinistro con il minimo assoluto di ? …… ".
to come un autonomo ed atipico contratto a pr estazio- E' inevitabile quindi che il moltiplicarsi delle richieste ni corrispettive, detto contratto di "assistenza sanitaria". di risarcimento nei confronti dei medici ha imposto alle In giurisprudenza si è inoltr e affermato che qualora compagnie assicurative di correre ai ripari non solo ele- non sia possibile, come accade di fr equente nella real- vando il costo dei premi, ma introducendo anche delle tà, individuare con esattezza il medico che avr franchigie per cercare di evitare in tutti i modi di "soc - dovuto provvedere al dovere di informazione, a rispon- correre" i medici dalle richieste dei pazienti.
dere sarà l'ente ospedalier o, chiarendo che la mancata E' chiar o dunque che le strutture ospedaliere n on identificazione del medico o dei medici che avrebbero possono più sottovalut are i l p roblema dell'informazio- dovuto provvedere ad acquisire il consenso infor mato ne e dell'acquisizione del consenso e necessariamente non assume rilievo alcuno, per ché ciò che conta per le strutture stesse dovranno approntare tutti quegli affermare l a r esponsabilità diretta della Pubblica accorgimenti necessari af finché il pr oprio personale Amministrazione per il fatto illecito commesso dal dipendente sia formato e preparato su tale materia.
dipendente non è tanto l'identificazione del dipenden - In particolare, è utile e necessario che gli enti sanita- te al quale debba positivamente attribuirsi il fatto, quan- ri provvedano alla for mazione del pr oprio personale Med. Chir. 48, 2107-2110, 2010 Natale Callipari medico, posto che è il singolo professionista che riesce Maggiori pr oblemi incontra il medico, invece, in ad incidere, attraverso il colloquio con il paziente, sulla tema di consenso informato, in quanto si tratta di un consapevolezza di quest'ultimo.
argomento che attualmente non è oggetto di form a- Va, tuttavia, sottolineato che il difficile e complesso zione. T anto è vero che il medico non per cepisce compito della formazione dei medici non può fare capo come un dover e l'obbligo infor mativo verso il esclusivamente alle strutture sanitarie, le quali sono paziente, né è edotto su chi, quanto e come deve impegnate ad erogare la prestazione sanitaria.
Si auspica invece uno scenario diverso in cui alla for- E' evidente che solo il mondo universitario accade - mazione del medico provvederanno le Università, inse- mico, in quanto luogo naturale deputato alla for ma- rendo nei programmi di esame non tanto lo studio della zione del medico, può adottare un percorso formati- responsabilità medica, quanto del consenso informato, vo a cavallo tra il diritto e la scienza medica e, quin - ossia di una parte della responsabilità medica. di, svolgere una funzione formativa per il medico del Ed inver o, la responsabilità medica derivante da futuro. Così come per i medici attualmente in attività, negligenza, imprudenza ed imperizia investe il manca - un importante ruolo formativo può essere svolto dalle to rispetto di regole che il medico già conosce. associazioni di categoria. Med. Chir. 48, 2107-2110, 2010 Selezione dei migliori futuri medici
Vito D'Andrea, Kyriacos A. Kyriacou (Roma, La Sapienza) L'accesso alle Facoltà di Medicina e Chirur gia delle La valutazione del voto di maturità dovr Università dello Stato Italiano è disciplinato dalla legge nostro avviso, crescere in progressione lineare da 60 a 2 agosto 1999, n°264: 100, con un punteggio aggiuntivo per la lode.
Art.1 = Sono programmati a livello nazionale gli acces- La valutazione della carriera scolastica dovr ebbe si …ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia…in confor- riguardare la media dei voti e le votazioni nelle mate - mità alla normativa comunitaria vigente e alle raccoman - rie specifiche (Biologia, Chimica, Fisica, Matematica e dazioni dell'UE che deter minano standard for mativi tali Scienze) nell'ultimo triennio.
da richiedere il possesso di specifici requisiti.
Art.2 = L'ammissione ai corsi….è disposta dagli Come vengono valutati negli altri Paesi Eur Atenei previo superamento di apposite pr ove di cultu- voto di diploma di maturità e la carriera scolastica? ra generale,sulla base dei pr ogrammi della scuola In Francia essi non vengono proprio valutati, per ché secondaria superiore, e di accertamento della predispo- non esiste un test di accesso alla Facoltà di Medicina e sizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi… .
Chirurgia. Al termine del primo anno di corso c'è una Il Ministro determina con pr oprio decreto modalità e severa selezione, per cui molti studenti non possono pro- contenuti delle pr ove di ammissione senza oneri seguire gli studi di Medicina e devono cambiar e strada.
aggiuntivi per il bilancio dello Stato.
Ad Oxford, Gran Br etagna, sono richieste votazioni elevate (livello A = A, AA, AAA) in Chimica ed in un'al- Il test di accesso è pr edisposto dalla Commissione tra materia a scelta tra Biologia, Fisica e Matematica.
Ministeriale, è svolto nello stesso giorno e alla stessa A Navarra, Spagna, il punteggio finale è composto ora in tutte le Università Statali e consiste in 80 quiz con per la metà dal risultato del test di ammissione, che è 5 risposte indicate di cui una soltanto è quella giusta.
simile al nostr o, e per l'altra metà dal punteggio del baccellierato, che equivale al diploma di maturità. Gli argomenti oggetto del test sono i seguenti: In Olanda, se il voto di diploma è pari o superior e Logica e cultura generale = 26 quiz; ad otto/ decimi si è ammessi alla Facoltà di Medicina Biologia = 18 quiz; senza test di accesso, mentr e,al contrario, se il voto di Chimica = 18 quiz; diploma è inferior e a otto/decimi si deve superar e un Fisica e Matematica = 18 quiz.
concorso nazionale.
In Belgio, nelle Università di lingua francese valgono La graduatoria è locale e distinta per le singole Facoltà. le stesse r egole della Fr ancia, mentr e nelle Università Anche per quest'anno non è prevista la valutazione fiamminghe c'è un test di accesso a Medicina.
del voto di maturità e della carriera scolastica. T uttavia In Portogallo, c'è un test di accesso a Medicina in cui nella legge 11 gennaio 2007, n °1, al primo comma si valuta la preparazione degli studenti nelle materie di dell'Art.2, è scritto l'intento di "valorizzare la qualità Biologia, Chimica, Fisica e Matematica.
dei risultati scolastici degli studenti ai fini dell'ammis- sione ai corsi di laur ea universitari di cui alla legge 2 Il processo di selezione agosto 1999, n°264". Ed ancora al secondo comma Su Lancet è stato scritto: dell'Art.2, lì dove si tratta dei principi e criteri direttivi, "La selezione di uno studente idoneo per la Facoltà di è previsto che " una quota del punteggio degli esami di Medicina è un evento importante tale da consentir e la ammissione ai corsi universitari di cui all'articolo 1 formazione di un buon medico che sappia risponder e della legge 2 agosto 1999,n°264, sia assegnata agli stu- in pieno alla complessità della sua missione" (Jones R et denti che abbiano conseguito risultati scolastici di par- al. Changing face of medical curricula. The Lancet, ticolare valor e,nell'ultimo triennio e nell'esame di 2001; 357; 699-703.).
Stato,anche in riferimento alle discipline più significati- Ed ancora, sul British Medical Journal è stato scritto: ve del corso di laurea prescelto,definendo altresì,in detti "Le Facoltà Mediche, spesso con risultati non del tutto decreti,i criteri volti a valorizzar e le discipline tecnico- soddisfacenti, dedicano molta attenzione al curriculum degli studi di Medicina e tr oppo poca alla selezione degli Studenti" (Tutton P . and Price M. Selection of Sul totale del punteggio del test di accesso a Medicina medical students. Aff irmative action goes beyond the e Chirurgia, in quale percentuale dovrebbero contare il selection process. Brit Med J, 2002; 324: 1170-1).
voto di maturità e la valutazione dell'ultimo triennio della carriera scolastica? Le critiche che possono esser e mosse al sistema Noi riteniamo che la per centuale relativa dovr ebbe attuale di selezione sono le seguenti: essere il 20% dell'intero punteggio. 1) i quesiti appaiono spesso nozionistici e non atti - Al fine di superar e le differenze di valutazione tra i nenti agli studi medici dei Corsi di Laur ea in Medicina diversi Istituti della Scuola Secondaria Superiore Nord, Centro e Sud d'Italia e di r endere nulle le dispa- 2) i quesiti non sono sempre ricompresi nei program- rità di votazione nei diversi Istituti e l'eter ogeneità di mi delle Scuole d'Istruzione Superiore ; giudizio delle Commissioni d'esame, è necessario nor - 3) esiste,almeno teoricamente, il pericolo di una malizzare il punteggio in funzione della media dei voti "fuga di notizie".
per ogni Istituto. Tuttavia, le domande con risposta a scelta multipla Med. Chir. 48, 2111-2112, 2010 Vito D'Amdrea, Kyriacos Kyriacou (quiz) rappresentano a tutt'oggi il miglior metodo per la neamente quando la prova avrà inizio. Gli orari di pub- valutazione dei saperi e per l'accertamento delle capacità blicazione in r ete e di inizio della pr ova saranno gli di risolvere i problemi. I "quiz" non valutano soltanto le stessi su tutto il territorio nazionale. capacità mnemoniche degli studenti ma anche le abilità In ogni Aula prescelta per lo svolgimento del Test di nell'interpretazione dei dati e nella ricer ca delle soluzio - accesso, saranno predisposti almeno cinque Personal ni. Essi costituiscono un patrimonio culturale con una Computer provvisti di stampanti.
banca dati di grande quantità e qualità (Confer enza per- manente dei Pr esidenti dei corsi di laur ea in Medicina e 3) il sorteggio dei "quiz" in tempo reale sarà effettua- Chirurgia. Ammissione alle facoltà Scientifiche a numero to al Minister o dell'Università dal Ministr o in persona, programmato. UTET, Torino, 2001).
alla presenza di un Notaio e di un Magistrato. Le criticità evidenziate sono superabili, a nostro avvi- 4) le Commissioni di Aula dovranno garantir e che i so, attuando le innovazioni di seguito illustrate: candidati non comunichino tra di lor o e con i membri della Commissione e che non copino, pena l'annulla - 1) il "pool" dei quiz da cui sono estratti gli 80 quiz del mento della pr ova d'esame. La composizione della test di ammissione deve essere reso di pubblico dominio: Commissione sarà il più possibile mista, costituita da nei concorsi di ammissione dei laur eati in Medicina e docenti e personale amministrativo della stessa Chirurgia alle Scuole di Specializzazione, il "pool" dei Università dove si svolge il test più due esterni pr ove- quiz è già di dominio pubblico. T uttavia, il "pool" è nienti da altre Amministrazioni pubbliche.
numericamente limitato (2-3.000 quiz) per cui il numer o In ogni Aula sarà predisposto un sistema di videosor- di candidati che ottiene il punteggio massimo è talvolta veglianza con acquisizione del video che rimarrà agli superiore a l numero dei posti disponibili. Per ovviar e a Atti Ministeriali.
questo problema, è necessario che il "pool" di quiz sia 5) il foglio risposte sarà da ciascun candidato inserito molto più grande (da 100.000 quiz in su).
non piegato nella busta CINECA e la busta sarà sigilla - L'ampliamento della Banca dei Quiz può essere rapi- ta ed inviata al CINECA per la lettura ottica.
damente ottenuto assegnando, ad Universitario di ruolo della disciplina in oggetto, il com- Queste novità concorsuali sono ispirate ai criteri della pito di preparare, in meno di un anno, alcune centinaia trasparenza e dell'uguaglianza.
di nuovi quiz, con l'elenco delle risposte esatte. Rendendo di dominio pubblico il pool di quiz, un quiz sbagliato potrebbe essere facilmente contestato da 2) gli 80 quiz che costituiscono il test di ammissione chiunque, semplicemente inviando un'email, ed elimi - a Medicina e Chirur gia saranno sorteggiati in tempo nato dal pool.
reale, lo stesso gior no del concorso di ammissione ed Il sospetto di "fuga di notizie" sarà bandito una volta alla stessa ora d'inizio della pr ova, e pubblicati in r ete (Internet). Le Commissioni delle Aule dove si svolgono Tutti i componenti delle Commissioni di Aula le Prove dovranno stampare il questionario in tante dovranno attenersi alle stesse nor me di severità ed copie quanti sono i candidati presenti in Aula e inserir- le in altrettante buste chiuse. Le buste saranno distribui- Il sistema, così congegnato, risulterà assolutamente te ai candidati e potranno esser e aperte contempora- Med. Chir. 48, 2111-2112, 2010 sono convinto che gli Autori, con quest'opera, abbia - no fornito un fondamentale contributo alla conoscen - za dell'interpretazione dei segni delle malattie.
Nell'occasione di questa presentazione vorrei richia- mare l'attenzione dei giovani che studieranno questo libro su di un punto dell'indagine clinica che ritengo di particolare interesse, e cioè sull'Anamnesi. È un momento fondamentale per l'interpretazione della malattia e per l'orientamento delle indagini diagnosti - che. Oggi, purtroppo, è molto trascurata, nella fretta che pervade tutte le attività, compresa quella medica.
I vari accertamenti devono, come in una corretta inda- gine poliziesca, confer mare o meno i sospetti diagno - stici del Medico, se questi li ha; quindi non devono essere sparati a tappeto "in cer ca di una diagnosi in assenza di sospetti". La corretta anamnesi richiede notevole attenzione ed esperienza, tanto che essa dovrebbe essere raccolta, piuttosto che da un giovane medico di r eparto, dal Responsabile stesso di quel reparto. Credo, infatti, che se l'esperta raccolta dei dati anamnestici non consente di giunger e ad una diagno - si, si riducano di molto le possibilità che tale obiettivo possa essere raggiunto. Ciò è accaduto nella mia lunga attività medica e viene ricordato da grandi Clinici (Hegglin). Per il raggiungimento di tale scopo, ed anche per il successivo trattamento del malato, è indi - spensabile un rapporto ottimale medico-paziente attra- verso un colloquio esauriente e continuo.
Antonio Delfino Editor e 2009, due volumi per complessive La conoscenza della "persona" che soff re di quella 1185 pagine, Euro 100. malattia è altrettanto importante della conoscenza della stessa malattia; altrimenti si rischia di diventare Il volume Semeiotica Medica e Metodologia Clinica ricercatori della conoscenza più che "terapeuti" di dei Professori Antonio Amoroso e Filippo Rossi Fanelli quella deter minata patologia. A questo pr oposito, la raccoglie un insieme di conoscenze che costituiscono scrittrice Simone de Beauvoir ha sintetizzato la sua la base indispensabile per la diagnosi clinica e, quindi, impressione negativa su di un medico, affermando:"gli per la terapia.
interessava più conoscere che curare".
I due Autori sono stati miei ottimi collaboratori pres- È indubbio che la tecnologia abbia ampliato, e con - so la Clinica Medica de "La Sapienza" e si sono distin - tinui ad ampliare, le nostre possibilità di diagnosi e di ti sia nelle responsabilità clinico-assistenziali che nella terapia; ma essa non può, da sol a, risolvere il proble- loro attività scientifica.
ma di ogni malato senza la partecipazione ‘empatica' In particolare, Antonio Amoroso è stato con me per del medico al problema ed alla sofferenza di quel suo molti anni e così ho potuto sempre meglio apprezzare malato. È da evitar e, pertanto, una eccessiva "dipen - la sua attenzione al malato "come persona", il che pur- denza fideistica" dalla tecnologia. Non si deve dimen - troppo non è più molto frequente registrare nella pra- ticare che se per il medico la malattia di ‘quel pazien - tica medica. Questa sua inclinazione clinica è progres- te' è parte della sua routine di ambulatorio o di repar- sivamente cresciuta e maturata negli anni, come deve to, per ‘quel paziente' la sua malattia può rappresenta- essere in armonia con un principio fondamentale della re la crisi della sua vita.
Medicina e cioè che "Experientia docet". I medici Lo studio attento dei contenuti dell'opera offrirà la sono, infatti, "studenti a vita" diceva un maestr consapevolezza dell'importanza della semeiotica fisica Clinica, Cesare Frugoni, e devono avere l'umiltà di e dei più attuali aspetti diagnostici (laboratoristici, stru- imparare sempre e da tutti, dai colleghi e dai malati, mentali e di imaging), ma anche della fondamentale perché senza umiltà non si può imparar e.
importanza di un'accurata raccolta dell'anamnesi, attra- Filippo Rossi Fanelli è stato allievo di Giuseppe verso cui l'operatore potrà raggiungere più ef ficace- Giunchi prima di venir e con me. Su di una solida mente l'obiettivo primario: la diagnosi clinica. Questa, "genetica" base biochimica – è forse superfluo ricorda- tuttavia, non dovrà in nessun caso pr escindere d al re che è figlio di Alessandr o Rossi Fanelli, uno dei "migliore rapporto umano possibile" tra il medico ed il Maestri fondatori della Chimica Biologica italiana – ha suo paziente.
poi sviluppato un crescente impegno clinico definen - Sono certo che questo libro – basato sulla ricca e vis- do in questo senso la sua più completa personalità.
suta esperienza clinica dei due Autori – costituirà un Per tali ragioni, e per la loro lunga e competente atti- importante punto di riferimento culturale per gli stu - vità clinica in armonia con il forte accento dato dalla denti della nostra Facoltà e per i medici generalisti, ed Scuola di Clinica Medica di Frugoni (da cui derivano il un indispensabile bagaglio dell'excursus formativo dei mio Maestro Virgilio Chini e poi Giunchi, ed io stesso) giovani che si affacciano alla clinica. Med. Chir. 48, 2113, 2010 Cardiology, Netter's Gastroenterology, e così via), in ciascunadelle quali la fisiopatologia, gli aspetti clinici, la diagnosi dif -ferenziale ed i riferimenti terapeutici sono trattati privilegian -do l'impatto derivante da immagini chiare ed incisive rispettoai testi, che diventano invece sintetici dovendo essi fungereda semplice corollario dell'illustrazione.
A questi stessi capisaldi sui quali si fonda l'intera Collection of Medical Illustrations" si ispira la Netter's ClinicalAnatomy che, curata negli Stati Uniti dai Dottori John T Hansen e David R. Lambert, viene oggi proposta in lingua ita-liana alla collettività medica del nostr o Paese. Il filo condutto -re del volume è quello di considerare lo studio dell'anatomiacome intimamente connesso ed inscindibile dalle implicazionicliniche correlate alle strutture anatomiche, fornendo al lettorela chiave di appr endimento di quell'affascinante settore dellamoderna medicina qual è appunto l'Anatomia Clinica. Si vedaa pagina 421 l'esempio emblematico della cirr osi epatica. Latrattazione parte dalla struttura macr oscopica del fegato, vistodalle sue varie superfici e con i suoi ligamenti, le struttur vascolari e biliari. Seguono una breve tabella che descrive lobi,ligamenti e porta del fegato; quindi le immagini che descrivo -no il sistema portale e le anastomosi porto-cavali, le lesionianatomo-patologiche della cirrosi e, in due esemplari illustra -zioni, rispettivamente le manifes tazioni cliniche della ci rrosi ela fisiopatologia dell'ascite. Ogni capitolo si conclude con unaserie di ‘Domande Riassuntive' ( Review Questions) che, attra -verso il sistema delle domande affiancate alle corrispondentirisposte, consente una rapida disamina delle principali altera -zioni cliniche concer nenti un deter minato settore anatomico:per l'addome, ad esempio, domande riassuntive e relativerisposte occupano quattro pagine e mezzo.
Il rapido ed incessante divenire delle cognizioni mediche non poteva non coinvolgere anche il monumentale lavoro delDottor Netter. All'ovvia esigenza di evitare che, con il trascor-rere degli anni, tale lavor o potesse apparir e in talune parti EMSI Editrice Roma 2010, un volume di 665 pagine tutte a superato hanno pr ovveduto tre noti "artisti-medici", i Dottori colori, Euro 75.00 James Perkins, John A. Craig e Carlos A.G. Machado, chehanno dato un importante contributo nell'ampliare, aggiorna- Siamo certi di non sbagliare affermando che non vi è medi- re ed implementare le sue illustrazioni originali. E poichè ogni co laureatosi in qualsiasi parte del mondo negli ultimi settan- tavola è firmata dal rispettivo autor e, il lettor e potrà agevol - ta anni che nella propria formazione professionale non abbia mente constatare come il loro stile pittorico sia molto vicino a avuto modo di conoscer e e più spesso di trarr e vantaggio quello del lor o maestro, come è giusto che avvenga per un dallo straordinario lavor o illustrativo e didattico svolto per vero caposcuola capace di cr eare proselitismo. Il Dottor tanti anni, e pr essochè in tutti i settori della medicina, dal Netter rimane il titano insuperato dell'illustrazione medica, ma Dottor Frank H. Netter . Nato a New York nel 1906 ed egli il lavoro dei suoi seguaci è anch'esso encomiabile.
stesso laureato in medicina e chirurgia, il Dottor Netter scoprì Tutta la pr oduzione scientifica ed illustrativa del Dottor ben presto che i suoi studi artistici pre-universitari ed il suo Netter (e questa Anatomia Clinica non fa certo eccezione) ha naturale talento per l'arte continuavano ad esercitare su di lui molteplici, potenziali bersagli. Dallo studio e dalla consulta - un richiamo ben più forte dell'iniziale intento di dedicarsi alla zione di questo testo potranno infatti giovarsi, accanto allo chirurgia. Saggia decisione alla quale la classe medica a livel- studente in Medicina e Chirur gia o in Odontoiatria, anche gli lo inter nazionale deve oggi la disponibilità di oltr studenti dei corsi di laurea nelle varie pr ofessioni sanitarie, tavole, che il Dottor Netter ha prodotto nella sua lunga e sin- nonchè i medici di base e (molto più di quanto si possa golare carriera di "artista-medico" e che nel 1986 gli è valso immaginare) gli specialisti ed i docenti universitari, che trove- da parte del New York Times l'appellativo (enfatico ma sug - ranno in esso le risposte ai non pochi dubbi che il medico gestivo) di The Medical Michelangelo.
coscienzioso e responsabile deve quotidianamente affrontare Fedele e strettamente ancorato alla convinzione che lo stu- nella sua attività pr ofessionale. Chiunque abbia poi compiti dio "visivo" delle illustrazioni rappresenta un metodo insosti - didattici potrà utilizzar e nelle proprie lezioni frontali e nelle tuibile per l'appr endimento delle cognizioni mediche, il attività professionalizzanti l'eccellente e per molti versi insosti- Dottor Netter ha non soltanto curato la pubblicazione di un tuibile materiale iconografico contenuto nel volume.
Un grazie sincer o quindi al Dott. Antonio Diomaiuta della Atlante di Anatomia Umana che, dopo venti anni dalla sua Edizioni Medico-Scientifiche Inter nazionali (EMSI s.r .l.) per prima edizione, rimane tuttora ineguagliabile ed è stato infat- aver assunto questa lodevole iniziativa e per aver curato con ti adattato e tradotto in molte lingue. Ma il suo innegabile grande professionalità questa edizione italiana della Clinical merito è anche quello di aver prodotto una serie di guide cli- niche illustrate ("Illustrated clinical guides") dedicate alle sin-gole specialità mediche ( Netter's Inter nal Medicine , Netter's Franco Dammacco, Giovanni Danieli, Giuseppe Realdi Med. Chir. 48, 2114, 2010

Source: http://www.quaderni-conferenze-medicina.it/wp-content/uploads/medchir48_2010.pdf

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Doi:10.1016/j.bpc.2005.09.007

Biophysical Chemistry 119 (2006) 69 – 77 Influence of N-dodecyl-N,N-dimethylamine N-oxide on the activity of sarcoplasmic reticulum Ca2+-transporting ATPase reconstituted into diacylphosphatidylcholine vesicles: Effects of bilayer physical parameters J. Karlovska´ a,*, D. Uhrı´kova´ a, N. Ku*erka a, J. Teixeira b, F. Devı´nsky a, I. Lacko a, P. Balgavy´ a a Faculty of Pharmacy, Comenius University, Odboja´rov 10, 832 32 Bratislava, Slovakia